F1 | Ferrari squalificata, Mercedes no: la FIA spiega il perché e le differenze tra i due casi
- Postato il 27 marzo 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Nicholas Tombazis, responsabile tecnico della FIA, ha spiegato perché non è arrivata la squalifica per la Mercedes a seguito di quanto emerso sull’aerodinamica attiva dell’ala anteriore.
Dopo le numerose polemiche legate alla mancata squalifica della Mercedes per un utilizzo non conforme dell’aerodinamica attiva dell’ala anteriore, la FIA ha chiarito le ragioni della decisione presa. A spiegare la posizione della Federazione è stato Nicholas Tombazis, responsabile tecnico, intervenuto ai microfoni di Sky Sport durante il venerdì del weekend di Suzuka.

Sulla vicenda, diversi team, tra cui la Ferrari, avevano chiesto maggiore chiarezza per evitare il ripetersi di una situazione ritenuta non conforme ai limiti regolamentari. Dai video analizzati del Gran Premio di Cina, infatti, si nota come i flap anteriori della W17 ritornino nella posizione originale in due fasi, superando il limite dei 400 millisecondi imposto dal regolamento.
La FIA spiega perché non è arrivata la squalifica per Mercedes
“In sostanza, questi sono regolamenti nuovi e ci sono vari aspetti di adattamento per tutte le squadre. Adottiamo un approccio molto coerente con tutti i team riguardo a piccole irregolarità e non vogliamo portare tutti dai commissari per ogni minima infrazione. Per quanto riguarda l’aerodinamica attiva della Mercedes, non aveva alcun effetto sulle prestazioni e, soprattutto, non era stata realizzata in maniera volontaria. Si è trattato di un problema meccanico simile a quelli che hanno avuto anche altre squadre“, ha spiegato Tombazis ai microfoni di Mara Sangiorgio.
“Il nostro approccio in queste situazioni, una volta verificato che non ci siano vantaggi prestazionali, è quello di chiedere ai team di risolvere il problema evitando di creare casi inutilmente grandi. Essendo una questione visibile, è stata notata e i rivali si sono agitati senza motivo. In generale, diamo dei warning per situazioni ‘minori’ e i team apprezzano questo modo di lavorare. Quando però si arriva alla ripetizione continua della stessa infrazione, siamo obbligati a rivolgerci ai commissari“, ha poi aggiunto il responsabile tecnico della FIA.
Tombazis ha poi spiegato le differenze con quanto successo nel 2025 con la Ferrari, quando la Rossa fu squalificata proprio in Cina per un’eccessiva usura del fondo. “Tornando alla squalifica della Ferrari per l’usura del plank, in quel caso c’era un beneficio in termini di prestazioni. Queste vetture sono estremamente complesse e i regolamenti contengono molti dettagli che le squadre devono rispettare. Se dovessimo portare ai commissari ogni macchina per una minima irregolarità, metà della griglia avrebbe problemi. Per questo vogliamo evitare tali situazioni e siamo convinti che, in questo caso, non fosse necessario andare oltre“.
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Fonte dell’immagine usata come copertina dell’articolo: F1 – edit: F1inGenerale
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