F1 | Ferrari mette a segno un colpo silenzioso a Barcellona: di cosa si tratta
- Postato il 1 febbraio 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Ferrari, il colpo silenzioso dei test F1 di Barcellona: affidabilità, chilometri e segnali incoraggianti dalla SF-26
Ferrari ha chiuso i primi test F1 del 2026 a Barcellona con una crescita costante che, nel finale, l’ha portata in cima ai tempi non ufficiali della settimana. Un risultato che completa quella che può essere definita una vera e proprio successo del Montmeló, costruita lontano dai riflettori e senza clamori mediatici.
Mentre l’attenzione era concentrata su Mercedes, sul nuovo progetto Red Bull, sull’attesa McLaren e sull’Aston Martin firmata Adrian Newey, la Scuderia di Maranello ha lavorato in modo silenzioso ma estremamente metodico. Il momento più visibile è arrivato soltanto nell’ultima giornata, quando Lewis Hamilton ha fatto segnare il miglior tempo assoluto dei cinque giorni di test.

Perché la Ferrari ha già segnato un passo importante in ottica 2026
Al di là del riferimento cronometrico, però, il giudizio sulla settimana Ferrari sarebbe rimasto positivo anche senza quel giro veloce. La SF-26 ha mostrato fin da subito una solidità tecnica rilevante, con un chilometraggio elevato e senza veri momenti di inattività. Secondo le prime sensazioni raccolte nel paddock, Ferrari avrebbe già messo insieme un pacchetto molto competitivo, alle spalle di Mercedes ma davanti a McLaren e Red Bull, con tutte le cautele tipiche di questa fase iniziale.
Il dato più incoraggiante riguarda senza dubbio l’affidabilità. Ferrari ha completato circa 440 giri, pari a oltre 2000 chilometri, risultando il secondo team più produttivo dell’intero test. Un margine importante anche rispetto agli avversari diretti, considerando che la Scuderia è stata nettamente davanti a tutte le squadre non motorizzate Mercedes. Haas unica è l’eccezione grazie alla condivisione della stessa power unit.
Fred Vasseur ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto: “Abbiamo coperto tantissimi giri durante la settimana ed è fondamentale raccogliere dati per prepararci al meglio al Bahrain. È ancora molto presto, ma completare così tanti chilometri è l’aspetto più importante in questa fase”.
Cosa ha imparato la Ferrari durante i test di Barcellona
Un concetto ribadito anche dal reparto tecnico e dai piloti. Matteo Togninalli ha evidenziato come, con regolamenti nuovi, fosse impensabile in passato accumulare subito così tanta percorrenza. Lewis Hamilton, dal canto suo, ha parlato di una settimana solida e senza veri intoppi: “Non abbiamo avuto momenti di stop significativi e questo ci permette di costruire con fiducia”. Anche Charles Leclerc ha confermato la bontà del programma. “Abbiamo fatto tutto ciò che avevamo pianificato e abbiamo spinto un po’ di più per capire meglio il limite della vettura”.
Dal punto di vista tecnico, Ferrari ha concentrato gran parte del lavoro sulle mescole più dure, utilizzate per mappature e verifiche di base, lasciando spazio alla gomma più morbida solo nel finale. Le sensazioni di guida hanno confermato una tendenza comune a tutta la nuova generazione di monoposto come spiegato da Hamilton. “La macchina è più nervosa e scivola di più, ma è anche più divertente da guidare”.
Ora l’attenzione si sposta sull’analisi approfondita dei dati e sulla correlazione con il simulatore, passaggio che Leclerc considera cruciale in vista dei test del Bahrain. La strada è ancora lunga e nessuno a Maranello parla di gerarchie definitive, ma Barcellona ha lasciato una base tecnica solida e un segnale chiaro.
Ferrari ha iniziato il 2026 senza fare rumore, ma con una concretezza che, in questa fase, vale forse più di qualsiasi titolo a effetto.
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