F1 | Aston Martin porta in pista soluzioni mai viste prima: Newey svela come ha progettato la AMR26
- Postato il 5 febbraio 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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Adrian Newey racconta cosa si nasconde dietro allo sviluppo della Aston Martin AMR26
L’Aston Martin AMR26 disegnata da Adrian Newey ha subito catturato l’attenzione dopo essere scesa in pista a Barcellona. La monoposto ha debuttato nel penultimo giorno dello shakedown collettivo ed ha subito messo in mostra alcune soluzioni che si differenziano completamente dal resto del gruppo.

L’ingegnere britannico ha dichiarato che in Australia sarà presente una versione completamente differente rispetto a quella che abbiamo visto fino a questo momento. Il team porterà subito una monoposto “aggiornata” andando a implementare soluzioni ancora più innovative.
Il dubbio maggiore riguarda la Power Unit Honda. La monoposto ha girato con una configurazione limitata a Barcellona, ma comunque si sono verificati alcuni problemi di affidabilità.
Il progetto AMR26 di Newey
Adrian Newey, l’attuale Team Principal della Aston Martin, ci ha portato all’interno dello sviluppo della AMR26. In questa stagione sono cambiati i regolamenti e l’aspetto principale di un progetto riguarda l’interpretazione di un regolamento. Pur non avendo la certezza di aver intrapreso la direzione corretta, la casa inglese ha sicuramente portato in pista delle novità.
“La direzione che abbiamo intrapreso potrebbe certamente essere interpretata come aggressiva. Presenta parecchie caratteristiche che non sono mai state necessariamente introdotte prima. Questo lo rende aggressivo? Forse sì. Forse no”, ha affermato l’ex Red Bull.
Tramite un’intervista rilasciata proprio dalla Aston Martin, Adrian ha raccontato l’approccio alla progettazione della monoposto del 2026.
“Non c’è un singolo componente che possa fare la differenza. È il modo in cui tutti questi componenti si uniscono”, ha evidenziato. “Si parte dall’impostazione generale della vettura: dove la macchina è sviluppata rispetto al passo, dove sono concentrate le masse principali. Poi si arriva a lavorare sulle sospensioni anteriore e posteriore, entrambe hanno un ruolo molto importante nella gestione dei flusso. C’è l’alettone anteriore e la forma del muso, che quest’anno sono piuttosto diversi. Si prosegue con i sidepod e con il trattamento della parte posteriore della vettura, che è sicuramente diverso da quanto fatto in precedenza”.
Il lavoro svolto sulla Aston Martin 2026
Newey ha aggiunto che la squadra ha iniziato il programma in galleria del vento ad aprile, circa quattro mesi più tardi rispetto alla concorrenza. In ogni modo il team si è messo al lavoro per seguire la sua direzione che ha implicato anche una concentrazione maggiore su alcune parti della vettura.
“L’auto è compatta nella zona posteriore in modo impeccabile. Molto più di quanto credo sia mai stato fatto prima alla Aston Martin Aramco. Ciò ha richiesto una collaborazione molto stretta con i progettisti meccanici per ottenere le forme aerodinamiche che desideravamo. Ma devo dire che tutti qui hanno davvero abbracciato questa filosofia. Non ha semplificato loro la vita, anzi, ma hanno davvero accettato la sfida”, ha poi aggiunto il Team Principal.
Come ha ripetuto lo stesso Adrian, è forse la prima volta in cui motori e telaio vengono rivoluzionati nello stesso cambio di regolamenti. Questo ha introdotto una sfida ancora più complicata per le squadre. Un cambiamento tale ha reso ancora più importante l’armonia tra le diverse aree della monoposto.
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Crediti immagine di copertina: Formula 1
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