Ezio Greggio su Pucci: “Ottimo entertainer, soliderietà come collega. Chi fa satira non deve essere schierato. Cosa fa ridere me? L’attualità, basta sentire il commento dell’apertura delle Olimpiadi”

  • Postato il 12 febbraio 2026
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Soddisfatti“, dice Ezio Greggio: la squadra di Striscia la Notizia lo è, parola sua. La nuova formula in prima serata, spiega il conduttore e attore a Leggo, “è un esperimento… Non è la classica striscia quotidiana, è una formula diversa che mescola satira e varietà, e pare che il pubblico stia gradendo moltissimo”. E ancora, Greggio precisa: “Non lo vivo come un ‘rimettersi in gioco’. Quando fai una trasmissione firmata da Antonio Ricci su Canale 5, stai semplicemente facendo il tuo mestiere ai massimi livelli. Io sono lì da 38 anni, Enzo da 32. La differenza oggi è che c’è più intrattenimento: abbiamo una grande orchestra diretta da Demo Morselli e le Veline sono diventate sei. Però la sostanza resta: i servizi sono pazzeschi, i Tapiri restano memorabili. Lo facciamo con una tranquillità assoluta”.

Si parla anche di attualità, impossibile farne a meno con il ‘caso Pucci’: “Non ho seguito i dettagli perché ero in registrazione, ma da collega dico che la censura non vada fatta preventiva, semmai successiva. Conosco Andrea, è un ottimo entertainer quindi solidarietà a lui come collega. Io sono per il politically scorrect: quando vado in teatro lo dichiaro subito. Chi fa satira non deve essere schierato; bisogna colpire a destra, a sinistra e al centro. Con Antonio Ricci non abbiamo mai guardato in faccia a nessuno, nemmeno quando al governo c’era il nostro editore. La satira deve essere libera”.

E alla domanda su cosa lo faccia ridere oggi va dritto: “L’attualità. Basta guardare i telegiornali o sentire il commento dell’apertura delle Olimpiadi …se non ridi lì? Sono incredibili momenti comici involontari. Pensate al triathlon nella Senna: hanno posti meravigliosi e fanno nuotare gli atleti in un fiume pieno di m…Macron che galleggiavano. È impossibile non ridere se si ha spirito di osservazione“.

Se lo chiamassero a Sanremo giocherebbe in casa: “Abito a Monte Carlo (…) valuterei: non dico mai di sì a priori, ma nemmeno di no. Vedremo, magari sarete i primi a saperlo” ma su chi potrebbe vincere questa edizione non si esprime: “Non ne ho idea! Confesso che non guardo mai il Festival per intero. Guardo Carlo Conti perché gli voglio bene: seguo lui, poi quando entra il cantante cambio canale e aspetto che torni Carlo. A volte lo chiamo alle tre del mattino per chiedergli cosa ha detto in un determinato segmento che mi sono perso. Seguo l’amico, il resto mi interessa meno“.

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