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Ezequiel Lavezzi e la depressione: “Mi facevo del male, ho toccato il fondo”

  • Postato il 16 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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Ezequiel Lavezzi e la depressione: “Mi facevo del male, ho toccato il fondo”

Ezequiel Lavezzi ha toccato il fondo: depressione, ansia e pensieri negativi continui, fino alla decisione, necessaria, di farsi aiutare. Oggi è un uomo rinato e, dall’Uruguay, racconta quel buio senza nascondersi.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ex attaccante ripercorre uno dei momenti più difficili della sua vita: “Facevo del male a me e alle persone che avevo vicino. Non ero lucido, la testa piena di pensieri negativi”.

Il ricovero e la svolta: “Chiedere aiuto mi ha salvato”

Alla fine del 2023 sono circolate tante versioni sul dramma personale di Lavezzi ma nessuna ha colto in pieno la verità della sua realtà.

“Solo io sapevo cosa stessi attraversando”.

La svolta è arrivata grazie alla famiglia e alla scelta di affidarsi a specialisti: un percorso iniziato in clinica e ancora in corso.

“Avevo toccato il fondo, non riuscivo più a vedermi così. Per questo dico a chi soffre: chiedete aiuto”. Un messaggio che non ha filtri: è il filo conduttore della sua testimonianza.

Il figlio Vittorio per imparare a essere padre

La nascita del figlio Vittorio è stata una molla decisiva: “È arrivato in un momento difficile e mi ha aiutato a salvarmi. Mi sta insegnando un nuovo modo di essere padre”.

Il dolore è stato rilevante nel percorso di rinascita di Lavezzi:

“Sono orgoglioso di aver affrontato le mie fragilità. Quello che ho vissuto mi ha reso una persona più consapevole. A volte non puoi conoscere la luce senza aver visto il buio”.

Napoli, il legame unico e l’eredità di Diego Armando Maradona

Il calcio oggi è in secondo piano dopo che, per anni, è stato una ragione di vita e un elemento fondamentale per la sua crescita, avvenuta in un quartiere difficile, in cui droga e armi erano parte integrante della quotidianità. Il calcio è stata la sua via di fuga:

“Oggi non mi manca. Mi ha salvato, ma ora mi annoia”.

Napoli resta uno snodo nella carriera: una scelta voluta fortemente e fatta rinunciando a offerte più ricche. Il richiamo che non aveva prezzo era quello di Diego Armando Maradona e di una città che lo ha segnato per sempre.

A Napoli, Lavezzi è diventato Pocho: ha riportato il club ai vertici e contribuito al ritorno in Champions League. Non esiste un legame con il calcio più forte, ha detto Lavezzi, di quello che c’è con Napoli e i suoi tifosi. Ha indossato la maglia azzurra dal 2017 al 2012 e collezionato 48 gol in 188 partite.

Una carriera tra Europa e Argentina: dal Napoli al Psg

Dopo l’esperienza in Italia, Lavezzi ha proseguito la carriera al Paris Saint-Germain: altro progetto vincente che negli anni si è trasformato in uno dei più attenzionati d’Europa. È stato anche titolare inamovibile della nazionale argentina.

L’ultima esperienza calcistica con l’Hebei CFFC, nel 2019 il ritiro dal calcio professionistico, arrivato a 34 anni, nel momento della consapevolezza:

“Volevo smettere quando ero ancora ad alti livelli, è stato un gesto di rispetto verso il calcio”.

Lavezzi ha chiuso definitivamente dopo tre anni e mezzo di Chinese SuperLeague: 35 reti e 26 assist. In occasione del suo addio, fu molto toccante il messaggio di Paolo Cannavaro che con Lavezzi ha condiviso lo spogliatoio del Napoli.

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Depressione e calcio: un tema sempre più centrale

Quella raccontata da Lavezzi non è una storia isolata. Negli ultimi anni, il tema della salute mentale è emerso con sempre più forza nel calcio professionistico, dove pressioni, aspettative e cambiamenti di vita hanno avuto un impatto profondo anche su calciatori solidi e strutturati. Di recente ne hanno parlato con grande senso del pudore due calciatori inglesi:

  • Danny Rose: il terzino ha legato la sua depressione a più fattori quali le pressioni sportive, episodi di razzismo e problemi familiari. Rose, per superare i momenti difficili della carriera, si è fatto seguire da professionisti della salute mentale
  • Dele Alli: quello del centrocampista è un altro caso molto toccante e discusso. L’infanzia difficile, il peggioramento della salute mentale, la depressione e la dipendenza dai farmaci. Alli ha sentito la necessità di fermarsi per affrontare i propri problemi.

Non sono esenti da episodi depressivi neppure i grandi campioni:

  • Andres Iniesta: uno dei più forti centrocampisti della storia del calcio ha raccontato i mesi difficili, tra insonnia, vuoto emotivo e smarrimento totale.
    “Il momento migliore della giornata era quando prendevo le pillole”
  • Ronaldo Nazário: anche il fenomeno brasiliano ha vissuto periodi di crisi personale che hanno inciso sulla professione. Il periodo buio – tra infortuni e aspettative – dopo il Mondiale 1998 è stato segnato da fenomeni depressive e difficoltà a ritrovare serenità. Poi, la rinascita con il Brasile nel 2002.

Lavezzi oggi: una nuova vita e un messaggio chiaro

Oggi la priorità di Lavezzi è la famiglia e il calcio, che è parte indelebile del suo passato, non riveste più un ruolo centrale.

Il messaggio è potente: l’invito è a chiedere aiuto e riconoscere il problema è spesso il primo passo per affrontarlo. Per risalire dal fondo e ricominciare, dice Lavezzi, la scelta più importante pè quella di chiedere aiuto.

Autore
Virgilio.it

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