Expecto Patronum Albissole, continua la magia da primato di Cattardico: “Ambiente tanto entusiasta, noi concentrati sul campo”

  • Postato il 21 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Generico gennaio 2026

Non userà una scopa o cavalcherà un ippogrifo, ma l’Albissole di “Harry Potter” Cristian Cattardico sta volando sempre più alto. “Domenica dopo domenica”, come il mantra del tecnico che sta decisamente fruttando, la capolista segna tanto, subisce poco e sopratutto non ha ancora perso una partita. E siamo a fine gennaio, fase molto importante nella quale si delineano maggiormente le dimamiche di vertice.

Questa è la settimana che porta alla sfida contro la Praese, la partita di cartello della diciottesima giornata del Girone A Promozione: prima contro seconda, i ceramisti sono a +4. Andare a incrementare questo vantaggio potrebbe dare un segnale forte al campionato. Una situzione che ricorda da vicino il lavoro compiuto dal tecnico a Loano, dove anche in quella stagione non era partito con i favori del pronostico. Ma Cattardico vuole continuare a correre senza pensarci e con un serbatoio pieno di una benzina motivazionale chiave per arrivare al traguardo. E la paura? Expecto Patronum!

Il 5-3 alla Superba è stata una vera e propria montagna russa ma alla fine siete usciti indenni dal Ceravolo 

Sì, è stata una partita difficile. Siamo partiti bene, molto bene, poi ci siamo spenti a livello di intensità e loro hanno continuato a giocare e a lottare. Nel giro di dieci minuti abbiamo preso tre gol, anche se va detto che sono stati tre bei gol. In un attimo ci siamo trovati una partita che sembrava sotto controllo completamente ribaltata. Lì però abbiamo tirato fuori carattere, perché recuperare una partita su un campo del genere non è semplice. I campi genovesi sono difficili, la partita si è scaldata e a un quarto d’ora dalla fine riaprirla e poi addirittura vincerla ha dimostrato grande personalità. Non era affatto scontato, perché oltre a essere squadre organizzate e combattive sono anche campi complicati. Sono squadre che lottano per la salvezza e raddrizzare una partita così dimostra che caratterialmente ci siamo.

Imbattuti alla sedicesima giornata, miglior attacco del campionato e terza miglior difesa. “What else?”

Sicuramente stiamo crescendo come mentalità. Dopo domenica quello che è emerso è la voglia di raggiungere sempre il risultato e di non voler perdere. È una cosa che cerco di trasmettere dal primo giorno. I gol fatti sono un aspetto positivo, quelli subiti invece dobbiamo cercare di diminuirli. Venivamo da tre partite senza prendere gol e domenica ne abbiamo presi tre: sono tanti, dobbiamo lavorare su questo dato perché è fondamentale nel lungo periodo.

11 gol e 7 assist per Vierci, il vostro capocannoniere. Con te ha un feeling particolare

È un ragazzo educatissimo, una persona prima ancora che un calciatore. Ho avuto la fortuna di allenarlo già a Loano: era arrivato a dicembre nell’anno della promozione da Arenzano e in quei quattro mesi fece gol decisivi, entrando in una squadra già formata e risultando spesso determinante. L’anno dopo è rimasto con me in Eccellenza, poi a dicembre è andato via perché aveva poco spazio. Quest’anno è esploso. È un giocatore con grandi potenzialità, un 2004 con ancora enormi margini di miglioramento. Non parlo solo di gol o assist, ma soprattutto di atteggiamento: non ha mai saltato un allenamento, si impegna sempre, è costantemente sul pezzo. Può crescere ancora tanto: ha 22 anni e caratteristiche non semplici da trovare oggi, perché può giocare da attaccante, da esterno, ricoprendo più ruoli.

Ci rivedi qualcosa di tuo quando giocavi?

Lui è più veloce, attacca molto bene la profondità e quando parte sembra avere un’altra marcia. Io forse ero più tecnico e cercavo di più la giocata, quindi siamo un po’ diversi.

E ti senti più simile a qualcun altro dei tuoi giocatori?

Per il ruolo, forse al Macagno di turno, anche se oggi il modo di giocare è cambiato: ci sono più strappi, più aggressività. Io nella mia carriera ho fatto tanti ruoli, sono partito attaccante, poi terzino, di nuovo attaccante e infine centrocampista. Ho girato parecchio.

Guardando alla partita di domenica, siete a +4 e una vittoria darebbe ulteriore slancio. È una gara decisiva?

Per come la vedo io no, non è decisiva. Mancano ancora tante partite e ci sono molti scontri diretti. È sicuramente importante dal punto di vista psicologico, perché ti darebbe ulteriore consapevolezza, ma per la classifica è ancora presto.

Cosa pensi della Praese?

La Praese è un ottimo avversario: all’andata mi fece una grande impressione. È una squadra che gioca a calcio e da metà campo in avanti ha giocatori di categoria superiore. Anche dietro ha elementi esperti che hanno già vinto. È una società che l’anno scorso faceva l’Eccellenza ed è partita per fare un campionato di vertice. Affronteremo una grande squadra e ne siamo consapevoli.

Come riesci a “regolare” l’entusiasmo dell’ambiente? Domenica ci sarà una grande cornice di pubblico e ad Albisola c’è tanta voglia di vincere

A mio avviso non bisogna mai dimenticare da dove si parte. Quando inizi un campionato ci sono tanti punti interrogativi e, domenica dopo domenica, devi trasformarli in certezze. Non dobbiamo mai dimenticare chi siamo. Per fare bene dobbiamo pensare partita per partita. Può sembrare ripetitivo o fastidioso, ma è quello in cui credo davvero. Il nostro obiettivo deve essere sempre la partita che stiamo per giocare, senza pensare a quella dopo. L’ambiente ha tanto entusiasmo ed è normale. Il pubblico è il dodicesimo uomo in campo. Domenica ci ha sostenuto fino alla fine, anche sul 3-1 continuava a spingerci. Questo fa la differenza. Ovunque andiamo, in casa e fuori, ci seguono in tanti. È una piazza importante e anche per questo ho scelto l’Albissole: vivere una stagione con un tifo così non capita tutti gli anni e ci dà una forza incredibile. Domenica sarà una bella cornice e una grande partita, da categoria superiore. Però noi dobbiamo restare focalizzati sul campo. Solo così si raggiungono gli obiettivi.

Molti guardano il risultato dell’Albissole sperando in un vostro passo falso. È già un obiettivo questo?

Noi siamo abituati. Io per primo cerco di trasmettere alla squadra l’idea di guardare solo in casa nostra. Spesso finiamo in mezzo anche quando non c’entriamo nulla: deve diventare la nostra forza e la nostra benzina. Queste voci devono ricaricarci e darci ancora più voglia di raggiungere gli obiettivi. A me caricano e cerco di trasmetterlo ai ragazzi.

Ti chiamano Harry Potter o il mago. Da dove nasce questo soprannome?

Nasce ai tempi di Arenzano, al Borgorosso. Un compagno iniziò a chiamarmi così perché sulle punizioni o in alcune giocate trovavo soluzioni un po’ particolari. Da lì è rimasto e anche i giornalisti dell’epoca lo hanno portato avanti. Me lo sono portato dietro negli anni, ormai non me lo tolgo più.

Ma sei un fan di Harry Potter?

No, è nato solo come soprannome. In quella stagione vincemmo un campionato di Eccellenza ed è stata una stagione “magica” con mister Fossati.

Allora ecco un aiuto. C’è un incantesimo, l’Expecto Patronum, che metaforicamente scaccia paure e insicurezze. Potrebbe servirvi?

Sì, in un certo senso sì. Mi porto dietro tutta l’esperienza accumulata negli anni, anche quelle negative che mi hanno fatto crescere sia da giocatore sia da allenatore. Queste esperienze mi danno serenità e coraggio. La cosa più importante è trasmettere serenità ai ragazzi, perché devono essere lucidi. I protagonisti sono loro, quelli che vanno in campo. Io senza di loro non sarei nessuno. L’allenatore deve metterli nelle condizioni di rendere al massimo, ma poi sono loro a prendersi la scena. Non mi piace mettermi troppo in prima linea: l’Albissole non è mia, è dello staff, dei ragazzi, di tutti. Ho la fortuna di avere uno staff importante e mi piace sottolinearlo.

Ma la tua testa è sul campo, non sulla magia…

Ora pensiamo alla Praese e poi al resto (ride ndr). Sarebbe bellissimo anche raggiungere la finale di Coppa Italia, visto che ci aspetta la semifinale con il Serra Riccò: sarebbe un altro grande traguardo da conquistare tutti insieme.

Autore
Il Vostro Giornale

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