Estinzioni: gatti e volpi sono i colpevoli?

  • Postato il 9 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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L'Australia è il continente leader nel mondo per… estinzioni di mammiferi. Un record decisamente non invidiabile, che ha già causato la scomparsa di una quarantina di specie da quando siamo arrivati noi europei a colonizzare; al momento, i mammiferi a rischio estinzione in Australia sono addirittura 80.. Australia: culla di biodiversità. Un grosso problema per un continente che da solo ospita circa l'8% della biodiversità mondiale, e che ha tante cause – alcune delle quali, però, ancora molto discusse. Una in particolare: l'idea che gatti e volpi, introdotti proprio dagli europei a seguito della colonizzazione del continente, siano responsabili della scomparsa di molte di queste specie. Un'ipotesi considerata valida per decenni ma che un team australiano ha messo in discussione in una ricerca dell'anno scorso. Studio al quale ora ha risposto un'altra università australiana, che ribalta ancora le cose, sostenendo che sì, gatti e volpi sono davvero tra i colpevoli dell'estinzione dei mammiferi australiani. Lo studio è stato pubblicato su BioScience.. E se i colpevoli fossero altri? Nel 2025, uno studio provocatorio ha scosso le fondamenta della conservazione ambientale, mettendo in discussione tre pilastri che credevamo intoccabili. Secondo i ricercatori, le date delle estinzioni di massa non sempre coincidono con l'arrivo dei predatori "invasori" e, dato ancora più sconcertante, i programmi di abbattimento selettivo di gatti e volpi non avrebbero portato al ripopolamento sperato dei mammiferi nativi. In breve: i numeri non tornavano, suggerendo che la responsabilità dei due "alieni" fosse stata accettata con troppa fretta e poche prove concrete.. La convivenza impossibile. L'ipotesi più schiacciante del fronte dei "negazionisti" riguardava la convivenza sul campo. Se gatti selvatici e volpi fossero stati davvero i killer spietati descritti finora, nelle zone a più alta densità di predatori i mammiferi nativi avrebbero dovuto essere assenti o in drastico calo. Lo studio del 2025 smentiva però questo scenario, ipotizzando che l'impatto di questi animali fosse stato sovrastimato a discapito di altri fattori, come il cambiamento climatico o la distruzione degli habitat. Una conclusione che ha aperto un acceso dibattito tra gli esperti: chi è il vero nemico della fauna australiana?. il partito del "sì". Il team della Charles Darwin University ha risposto punto per punto alle tesi di quello del Queensland. Innanzitutto, una nuova analisi delle date storiche di arrivo di gatti e volpi e della scomparsa di mammiferi nativi sembra smentire lo studio precedente, e confermare che tutti i mammiferi estinti l'hanno fatto dopo l'introduzione dei gatti; le volpi sono arrivate dopo ed è meno chiaro a quali estinzioni abbiano contribuito. Lo studio si concentra in particolar modo sulle isole australiane: in quelle dove gatti e volpi non sono arrivate, si trovano ancora specie che si sono invece estinte dal continente. C'è poi il problema dei programmi di controllo: secondo gli scienziati della CDU, molti di questi non riducono in realtà il numero di esemplari di gatti e volpi, ma servono solo da censimento. Per capire meglio l'effetto della presenza dei due mammiferi invasori, gli scienziati hanno guardato ancora una volta alle isole: dove gatti e volpi non arrivano, i mammiferi locali prosperano sempre, se paragonati alle stesse specie in habitat analoghi ma che vivono sul continente (e dunque in compagnia dei predatori).. Un pericolo per la biodiversità. Insomma: sembra innegabile che, pur non essendo ovviamente gli unici responsabili, gatti e volpi abbiano delle colpe nell'estinzione dei mammiferi australiani. D'altra parte non dovrebbe sorprendere: vi abbiamo già spiegato in passato perché i gatti vadano tenuti in casa, per il loro bene e per quello della fauna selvatica (vale anche per i cani, per la cronaca). Quindi: porte chiuse, reti antifuga e anche voi potete evitare una piccola strage in cortile..
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Focus.it

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