Essere fronda nel M5s: ecco Tridico con la sua corrente. Conte dorme tranquillo tra due pochette

  • Postato il 16 gennaio 2026
  • Di Il Foglio
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Essere fronda nel M5s: ecco Tridico con la sua corrente. Conte dorme tranquillo tra due pochette

Pasquale Tridico, uno del quale dissero: “Toh” soltanto quando nacque, vuole farsi una sua corrente nel M5s. La notizia circola senza che sia necessario transennare le edicole o avvisare la protezione civile, ma ha un suo pur strambo interesse. Se non altro per il singolare scompiglio che sta creando a Roma nei gruppi parlamentari del Movimento. “Vuole fare il controcanto a Conte”, dicono. “Lo ha praticamente confessato lui stesso”, aggiungono. E raccontano: “Qualche settimana fa in una assemblea lo ha proprio detto. Ha detto che presenterà una sua lista personale alle prossime elezioni comunali in Calabria”. Lista Tridico. “Ad ascoltarlo c’erano pure Roberto Fico, Alessandra Todde. E anche Conte”. E che diceva Conte? “Faceva spallucce”. Insomma l’avevamo lasciato in Calabria, Tridico. Lì dove da candidato presidente aveva dato prova di profonda conoscenza del territorio. Comprimeva a tre le cinque province della Calabria e prometteva moltiplicazioni di guardie forestali, in una visione amministrativa che mescolava Pitagora e Cetto La Qualunque. Ora lo ritroviamo al centro di un intrigo romano. Addirittura. La fronda a Conte, nientemeno. Molti parlamentari del M5s si dicono preoccupati. “Se la fa col Pd”, spiegano. “Ha ambizioni”, precisano. Bum! Paola Taverna pare che sia furiosa (strano, di solito è pacata come un comizio in megafono). Sapete invece chi è l’unico che dorme, per così dire, tra due pochette? Giuseppe Conte. Come al solito, è l’unico che capisce tutto: Tridico non è una minaccia – pensa Conte – è un esercizio di immaginazione (la sua stessa). Uno che, se davvero volesse costruirsi un orticello politico, finirebbe per seminare in un vaso e dimenticarselo sul balcone. D’altra parte è pur sempre quello che si presentava a Cosenza con lo slogan sgrammaticato “la destra ha paura perché sanno che vinceremo noi”, e questo mentre il van del suo tour elettorale veniva fotografato in contromano e sulle strisce pedonali. E’ quello che si candidò a governatore dicendo poeticamente: “Resta. Torna. Crediamoci”. E ci “credeva” talmente tanto che invece di “tornare” in Calabria e “restare” a fare il consigliere regionale, dopo aver perso le elezioni filò dritto indietro a Bruxelles dove aveva il seggio al Parlamento europeo. L’altro giorno, per dire il carisma, ha mandato un messaggio nella chat che riunisce i consiglieri calabresi di opposizione. Ha proposto una manifestazione di piazza. Non gli ha risposto nessuno. Ecco. Schlein deve vedersela con Gentiloni, Guerini, Picierno, a volte pure con Franceschini. Conte ha Tridico. Talvolta la Appendino. Ora capite perché quell’uomo nemmeno suda.

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Autore
Il Foglio

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