Esplosione nella fabbrica abusiva di fuochi d’artificio a Ercolano: due arresti

  • Postato il 4 aprile 2025
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Nell’esplosione del 18 novembre scorso morirono in tre. Erano operaie e operai in nero di un laboratorio di fuochi d’artificio in via Contrada Patacca ad Ercolano: si chiamavano Aurora e Sara Esposito, sorelle gemelle, e Samuel Tafciu. Avevano 26 e 18 anni. Le ragazze erano madri single, anche l’uomo era papà di una bimba di 4 mesi. Furono uccisi dalla deflagrazione dei botti illegali, dopo essere stati arruolati con paghe da fame, tra i 150 euro e 250 euro a settimana, e quello doveva essere il primo giorno di lavoro.

Ora il giudice per le indagini preliminari di Napoli ha disposto altri due arresti. Si aggiungono a quello del 38enne Pasquale Punzo, il titolare della fabbrica, già detenuto per questa indagine con un decreto di fermo emesso a fine novembre. Il comunicato diffuso dalla Procura di Napoli fornisce le iniziali dei nuovi arrestati: D. V. di 31 anni e B. R. di 64 anni.

Il primo è finito in carcere con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, fabbricazione di esplosivi non convenzionali e non riconosciuti di tipo pirotecnico e sfruttamento di manodopera in spregio alla normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Per il secondo, il giudice ha ordinato i domiciliari: insieme agli altri due indagati, deve rispondere di fabbricazione di esplosivi non convenzionali e non riconosciuti di tipo pirotecnico.

Le indagini dei carabinieri della Tenenza di Ercolano hanno consentito di ricostruire la filiera e la provenienza dei materiali esplodenti utilizzati nella fabbrica, di cui parte non deflagrata rinvenuta nel sito. I materiali sono risultati nella disponibilità e ceduti da una pirotecnica di San Giuseppe Vesuviano. Era gestita di fatto anche da B.R. che – secondo la prospettazione inquirente della procura guidata da Nicola Gratteri – ha illecitamente venduto elevati quantitativi di perclorato di potassio e polvere di alluminio ai coindagati P.P. e D.V, senza peraltro registrarne i movimenti, nella consapevolezza dell’illecita destinazione d’uso: la fabbricazione di esplosivi non convenzionali di tipo pirotecnico.

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Il Fatto Quotidiano

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