ESCLUSIVA Collovati: "L'anno con il Milan in B? Non eravamo abituati. Frosinone e Venezia le mie favorite per la A"
- Postato il 9 ottobre 2025
- Di Virgilio.it
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Campione del Mondo nel Mundial del 1982, tra gli eroi della nazionale guidata dal compianto Enzo Bearzot, ma anche assoluto protagonista con la maglia di Milan, Inter, Roma e Genoa, la carriera di Fulvio Collovati non ha bisogno di tante presentazioni. Tuttavia, proprio nella sua esperienza rossonera, l’ex centrocampista azzurro, ha vissuto un passaggio particolare per la storia del club, oltre che la propria: ovvero, l’approdo tra i cadetti nel campionato 1979/1980, giunto a seguito dello scandalo per il caso calcioscommesse. Un’esperienza diversa per una squadra proveniente dallo scudetto della stella, conquistata appena due anni prima, nel campionato 1977/1978, che lo stesso Collovati aveva vissuto da perno della difesa, trovatasi a combattere sui più disparati campi della periferia italiana per un posto in Serie A.
Nonostante le difficoltà derivanti da un balzo così netto, i meneghini riuscirono a conquistare la promozione in massima serie vincendo la competizione con 50 punti (formula ancora a 2 punti per vittoria) e uno scarto di due lunghezze di vantaggio sulle seguenti Genoa e Cesena, giunte davanti a Lazio e Sampdoria. Durante la sua esperienza in cadetteria, Fulvio Collovati ha collezionato un bagaglio di 36 presenze e due reti, realizzate rispettivamente contro Lanerossi Vicenza e Rimini, determinanti per il ritorno del Diavolo tra i grandi. In questa intervista il campione iridato ci ha raccontato la propria avventura tra i cadetti, senza escludere elementi di sua visione sull’odierna Serie B.
- Collovati: "Non eravamo abituati alla B, vincemmo grazie alla nostra qualità"
- Collovati: "I rinforzi non garantiscono la promozione. Sampdoria? Blasone e marchio in B contano poco"
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Collovati: “Non eravamo abituati alla B, vincemmo grazie alla nostra qualità”
Nella sua carriera ha vissuto una sola stagione in Serie B, molto particolare, con il Milan. Che tipo esperienza fu quella in cadetteria con una squadra abituata a ben altri palcoscenici?
“La mia esperienza con il Milan in Serie B, negli anni ’80, dopo la retrocessione per il caso calcioscommesse, fu, tutto sommato, positiva. Tuttavia, nonostante fossimo fortissimi, non mancarono le difficoltà, come dimostrano la pesante sconfitta che rimediammo a Palermo e il pari di Catania. In cadetteria non conta soltanto l’aspetto tecnico, ma servono grinta e corsa. Sbagliammo a pensare di poter vincere un campionato così complesso con la sola qualità”.
Che ricordo ha di quella stagione?
“Dal punto di vista calcistico fu positivo perché arrivammo primi, nonostante non giocassimo un grande calcio. Eravamo il Milan e non eravamo abituati alla Serie B. La percezione iniziale di tutti era quella di una vittoria senza grossi problemi, ma ci riuscimmo soltanto perché eravamo il Milan e perché avevamo tanto qualità, non di certo per il gioco espresso. È un campionato in cui bisogna entrare nella parte. Ho visto diversa gente di livello fare fatica in cadetteria, soprattutto perché bisogna correre e combattere. Poi, in aggiunta, è un torneo molto lungo”.
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Tornando ad oggi, c’è la Sampdoria, in un momento altalenante, ma ancora ferma nella parte bassa della classifica.
“La dimostrazione di quanto detto precedentemente è la Sampdoria. Il blasone e il marchio, nonostante le difficoltà derivanti dalle vicissitudini societarie, parlano di una squadra di prestigio che, ad oggi, si trova a combattere per non andare in Serie C”.
Il Palermo si sta rinforzando ulteriormente dopo un’ottima campagna estiva. Riusciranno a tornare in A i rosanero?
“Non è che detto che tu riesca ad arrivare alla promozione con i rinforzi. È un campionato particolare e difficile, bisogna correre e lottare. In Serie B c’è la necessità di adattarsi, altrimenti si rischiano brutte figure, come successe a noi nel Milan. Quando si va a giocare su determinati, soprattutto al Sud, bisogna avere lo spirito giusto. In cadetteria non è nulla scontato”.
Sabato ci sarà il derby ligure tra lo Spezia di Donadoni e la Sampdoria. Chi vede meglio?
“Non è una partita scontata. L’andata è stata vinta dallo Spezia, ma di misura. La Sampdoria deve cancellare il passato e deve entrare nell’ottica della complessità di una categoria come la Serie B. Tuttavia, è un derby ed è una gara difficile per entrambe”.
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Quali sono le sorprese di questo campionato, secondo lei?
“Il Frosinone è una sorpresa per quanto dimostrato. Non è facile giocarsi la salvezza e poi ritrovarsi nella parte alta per prendersi un posto in Serie A. Ciononostante, credo che la sorpresa reale di questo campionato, sia il Bari. Non mi aspettavo questa classifica per loro, visto anche il livello della proprietà e della piazza devo essere sincero”.
C’è qualche calciatore, in questa Serie B, che l’ha sorpresa maggiormente?
“La Serie B deve essere una fucina di giovani. In Serie A, soprattutto oggi, i ragazzi trovano sempre meno spazio. Per giocare tra i grandi bisogna essere un fuoriclasse. Mi auguro che la cadetteria continui a valorizzare i giovani: ricordo il passaggio di De Napoli dalla Reggiana al Napoli dopo la grande annata in B, così come tanti altri. Sempre stata una tappa importante e lo vediamo oggi con Pio Esposito”.
Chi sono le sue favorite per la promozione?
“Il Frosinone e Venezia, che sta facendo molto bene sotto la guida di Stroppa, a mio parere. Subito dopo Monza, Palermo e altre”.