“Ero pronto a morire, dopo il quinto ciclo di chemio non ce la facevo più. Ma ora il cancro è sparito”: Dave Coulier racconta la sua lotta contro un linfoma non-Hodgkin al terzo stadio

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Cinema
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Penso che la mente di tutti vada lì. Fa parte della realtà della vita. Tipo, ‘Wow, è davvero serio’ e ‘Qual è la cosa peggiore che potrebbe succedere?’ L’ho visto così spesso nella mia famiglia”. Sono le parole crude e oneste di Dave Coulier, l’indimenticabile Joey Gladstone di “Full House” (“Gli amici di papà“), che in un’intervista alla rivista Parade, pubblicata lunedì 31 marzo, ha raccontato la sua battaglia contro un linfoma non-Hodgkin al terzo stadio.

L’attore e comico, 65 anni, ha rivelato di aver attraversato momenti così difficili durante la chemioterapia da essersi sentito “pronto a morire“. In particolare, dopo il quinto ciclo di cure, la sofferenza fisica ed emotiva era diventata quasi insopportabile. “Dopo [il quinto ciclo di] chemio, era tipo, ‘Non so se ce la faccio, se posso farlo di nuovo‘”, ha raccontato la moglie, Melissa Bring, 41 anni. “Era tipo, ‘Sono preparato in ogni caso. Se muoio, muoio. E se posso restare qui, fantastico. Lo voglio. Quelle conversazioni erano ovviamente durissime”. Ma dopo la tempesta, è arrivata una schiarita. Coulier ha recentemente completato il sesto e ultimo ciclo di chemioterapia e, soprattutto, una biopsia eseguita su un linfonodo del collo ha dato esito negativo: “Non c’è segno di cancro“, ha annunciato l’attore a Parade. “Melissa e io abbiamo aspettato una settimana per avere i risultati della biopsia, e non c’è segno di cancro. Una delle poche volte nella mia vita in cui ‘zero’ è stato un numero fantastico da sentire”.

Un momento di tale sollievo e stordimento che, uscendo dall’ospedale, ha persino dimenticato il tradizionale rito di “suonare la campana” che segna la fine delle terapie: “Ero così stordito quando sono uscito dall’ospedale, mia moglie mi ha guardato quando siamo saliti in macchina e ha detto: ‘Abbiamo dimenticato di suonare la campana’”, ha aggiunto Coulier. Ora l’attore attende i risultati di una TAC per avere la conferma definitiva che la malattia sia “nello specchietto retrovisore”, ma si sente già un uomo nuovo: “Ti dirò questo”, ha detto nell’intervista, “Oggi è il primo giorno in cui sento davvero tipo, ‘Wow, mi sento dannatamente bene. Mi sento me stesso. Ed è oggi”. Un netto miglioramento rispetto ai mesi precedenti, quando “anche se volevo muovermi e uscire e lavorare in casa, semplicemente non potevo”.

Coulier aveva rivelato pubblicamente la sua diagnosi nel novembre 2024, spiegando che tutto era iniziato con un’infezione alle vie respiratorie superiori che aveva causato un gonfiore ai linfonodi, spingendolo a fare controlli. “È stato un viaggio sulle montagne russe davvero veloce”, aveva detto all’epoca, sottolineando di aver reagito pensando alla moglie: “Ho guardato come quelle parole l’hanno colpita e ho pensato, sai cosa, sarò forte durante tutto questo, non solo per me, ma sarò forte per lei”. Una forza che Coulier ha trovato anche nel ricordo delle donne della sua famiglia, tragicamente scomparse a causa del cancro al seno: la madre, la sorella Sharon (a soli 36 anni) e la nipote Shannon (a 29 anni). “Ho visto cosa hanno passato quelle donne nella mia famiglia”, ha detto. “E ho pensato tra me e me: ‘Se posso essere solo l’1/10 percento forte come lo erano loro, allora starò benissimo’”.

Durante i mesi più difficili della terapia, la moglie Melissa aveva raccontato a gennaio quanto i trattamenti stessero diventando pesanti (“Ha passato giorni davvero difficili […] la chemio si accumula“), ma aveva anche lodato l’atteggiamento positivo del marito (“ne hai bisogno per combatterla davvero”), rivelando il loro piccolo rito mattutino: “Ogni mattina, se si sente in forma, proviamo a mettere su una canzone e fare una piccola festa da ballo con i cani, perché quando ti senti bene, devi celebrare anche quello”.

L’attore ha potuto contare anche sul sostegno dei suoi storici colleghi di “Full House”, in particolare John Stamos (Zio Jesse), che a novembre aveva mostrato la sua solidarietà indossando una calotta da calvo (gesto che, tuttavia, aveva suscitato anche qualche critica). “Niente come mettersi una calotta da calvo e sfoggiare qualche abilità di Photoshop per mostrare un po’ d’amore e solidarietà al mio fratello”, aveva scritto Stamos su Instagram. “Stai gestendo tutto questo con così tanta forza e positività – è fonte d’ispirazione. So che ce la farai, e sono orgoglioso di starti accanto in ogni passo. Ti voglio bene”.

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