Eredità Agnelli, la Procura di Torino chiede il processo per John Elkann e Gian Luca Ferrero
- Postato il 13 aprile 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Si apre un nuovo capitolo giudiziario nella complessa vicenda legata all’eredità della famiglia Agnelli. La Procura di Torino ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann, presidente di Stellantis e amministratore delegato di Exor, nell’ambito dell’inchiesta penale sulla gestione dell’eredità di Marella Caracciolo. Insieme a lui, la richiesta di processo riguarda anche Gian Luca Ferrero, presidente della Juventus e storico commercialista della famiglia.
Le accuse contestate, a vario titolo, sono truffa aggravata ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta. L’indagine è coordinata dai pubblici ministeri Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti e trae origine da un esposto presentato da Margherita Agnelli, da anni impegnata in una battaglia legale per la ridefinizione dell’asse ereditario dei genitori.
Il nodo della residenza fiscale
Al centro del filone penale si trova la residenza fiscale di Marella Caracciolo, scomparsa nel 2019. Secondo l’accusa, la sua residenza in Svizzera sarebbe stata solo formale, costruita attraverso «artifizi e raggiri» per eludere la normativa fiscale italiana sulle successioni. Gli accertamenti della Guardia di Finanza avrebbero invece evidenziato una presenza stabile in Italia per la maggior parte dell’anno.
Se confermata, questa circostanza comporterebbe l’obbligo di versare in Italia le imposte, inclusa la tassa di successione sui beni detenuti all’estero. In questo contesto si inserisce il versamento da 183 milioni di euro effettuato nell’estate 2025 da Elkann all’Agenzia delle Entrate, come regolarizzazione delle imposte e delle sanzioni contestate.
La “Dicembre” e i documenti contestati
L’inchiesta si estende anche alla gestione societaria della “Dicembre”, la cassaforte di famiglia che controlla Exor e, a cascata, le principali attività industriali ed editoriali del gruppo. Gli inquirenti ipotizzano un falso ideologico in atto pubblico nei confronti di Ferrero, in concorso con il notaio Remo Maria Morone, per la presunta retrodatazione di due documenti necessari all’iscrizione della società presso la Camera di Commercio di Torino.
La regolarità dei passaggi di quote e delle comunicazioni successive alla morte di Gianni Agnelli rappresenta uno dei punti chiave dell’accertamento. La difesa dei fratelli Elkann ha tuttavia ribadito che l’assetto della Dicembre non potrà essere modificato, richiamando un patto firmato a suo tempo da Margherita Agnelli.
Le tappe giudiziarie
La richiesta di rinvio a giudizio è emersa durante un’udienza preliminare relativa alle annualità fiscali 2018 e 2019, per le quali era stata disposta l’imputazione coatta nei confronti di Elkann e Ferrero. Il giudice ha fissato al 22 giugno la data per valutare la riunificazione dei procedimenti, inclusa la posizione del notaio Morone, e decidere sull’eventuale avvio del processo.
Nel frattempo, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della difesa di Elkann contro l’imputazione coatta, confermando la necessità di ulteriori accertamenti già indicata dal giudice per le indagini preliminari.
Respinte anche le richieste alternative avanzate dalle difese: da un lato, la giudice Giovanna Di Maria ha negato a Elkann l’accesso alla messa alla prova, che prevedeva attività di tutoraggio in una scuola salesiana torinese; dall’altro, è stata bocciata la proposta di patteggiamento di Ferrero, che mirava alla conversione della pena detentiva in una sanzione pecuniaria da 73mila euro.
Verso la decisione
A seguito di questi sviluppi, gli atti sono tornati alla Procura per la formulazione di un atto di chiusura indagini unitario. Il 22 giugno rappresenterà una data cruciale: il giudice dovrà decidere se unificare i fascicoli e, soprattutto, se disporre il processo per tutti gli indagati.
Una vicenda che intreccia diritto penale, fiscalità internazionale e le dinamiche interne a una delle famiglie più influenti dell’industria italiana, destinata a restare al centro dell’attenzione pubblica ancora a lungo.
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