Epatite C, l’allarme degli esperti, un malessere invisibile: perché è pericoloso ignorarla e come diagnosticarla

  • Postato il 28 agosto 2025
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L’allarme degli esperti sull’Epatite C: come viene diagnosticata e perché non dovresti mai ignorare questi pericoli.

L’epatite C resta una delle malattie virali più insidiose e sottovalutate in Italia, con un tasso di mortalità che si attesta tra le 8.000 e le 10.000 persone ogni anno. Nel 2024 sono stati registrati 60 nuovi casi di epatite C acuta, con un trend in aumento dopo anni di diminuzione.

A lanciare l’allarme è la dottoressa Francesca De Filippi, internista esperta in malattie epatiche presso il Centro diagnostico italiano di Milano, che sottolinea come la Lombardia e il Veneto siano le regioni più colpite, rappresentando rispettivamente il 36,7% e il 30% dei casi segnalati.

Distribuzione e fattori di rischio dell’epatite C

Secondo i dati più recenti, l’epatite C colpisce maggiormente gli uomini (66,7%) e soprattutto le fasce d’età dai 35 ai 64 anni, che costituiscono il 55% delle infezioni. Tra i principali fattori di rischio, spiccano il trattamento nosocomiale (40,7%), ovvero le infezioni contratte durante procedure mediche o ospedaliere, e le pratiche estetiche come manicure, pedicure, piercing e tatuaggi (32,8%). Anche le cure odontoiatriche rappresentano un rischio significativo, con lo stesso valore del 32,8%.  L’uso di droghe è stato rilevato nel 15,2% dei casi, mentre l’esposizione sessuale a rischio, intesa come rapporti occasionali non protetti o partner multipli, riguarda il 20% dei soggetti infetti di età superiore ai 16 anni.

Da non sottovalutare, inoltre, il contagio tra conviventi di portatori cronici, che rappresenta il 9% dei casi. Ad oggi, solo il 12% della popolazione italiana ha effettuato il test gratuito per l’epatite C, nonostante siano stati sottoposti a screening circa 2 milioni di persone.  Sono state individuate quasi 15.000 infezioni attive, ma è probabile che molte altre rimangano non diagnosticate. La diffusione del test, inoltre, è molto disomogenea sul territorio nazionale: regioni come l’Emilia-Romagna si distinguono per una maggiore adesione, con oltre il 40% dei cittadini che si sono sottoposti al controllo, mentre in altre zone la prevenzione è ancora carente.

Una delle principali difficoltà nella diagnosi precoce è che l’epatite C si manifesta spesso senza sintomi per anni. La dottoressa De Filippi spiega che quando i segnali compaiono, la malattia è generalmente già in fase avanzata. I sintomi da non sottovalutare sono: stanchezza persistente, dolore o fastidio nella regione del fegato, nausea o perdita di appetito, urine scure e feci chiare, oltre a colorazione giallastra di pelle e occhi (ittero).

Esame Epatite C
Come si diagnostica l’Epatite C e a cosa stare attenti – Blitzquotidiano.it

Gli strumenti diagnostici per l’epatite C variano in base alla funzione e alla modalità di prelievo. Il test di screening più comune è la ricerca degli anticorpi anti-HCV nel sangue, che indica un contatto pregresso con il virus ma non conferma necessariamente un’infezione attiva. Per questa è indispensabile la ricerca dell’RNA virale (HCV-RNA), che identifica la replicazione in corso del virus. In alternativa, è disponibile un test salivare rapido e non invasivo, che rileva gli anticorpi anti-HCV nella saliva con un’affidabilità del 98% in sensibilità e del 99% in specificità.

Tuttavia, questo test può essere influenzato da fattori quali la secchezza della bocca o residui alimentari. In caso di positività al test di screening, si procede con la conferma mediante ricerca dell’RNA virale, indispensabile anche per valutare la carica virale e il genotipo del virus, parametri fondamentali per la personalizzazione della terapia. La buona notizia è che oggi l’epatite C si può curare efficacemente. I farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) garantiscono una guarigione nel 95-98% dei casi in un periodo compreso tra 8 e 16 settimane, con minimi effetti collaterali.

Questi farmaci orali bloccano la replicazione virale e sono somministrabili a tutte le età, compresi i bambini dai 3 anni in su. La terapia è personalizzata in base a caratteristiche individuali come il genotipo e lo stato di fibrosi epatica e viene erogata esclusivamente nei Centri Ospedalieri Autorizzati, con un successivo monitoraggio periodico attraverso esami ematici e controlli ecografici.

Dopo la terapia, la scomparsa del virus riduce drasticamente il rischio di complicanze, tra cui l’epatocarcinoma, un tumore maligno del fegato. Anche nei pazienti con malattia epatica avanzata, la cura può arrestare la progressione della patologia, sebbene sia indispensabile proseguire con una sorveglianza attiva semestrale per prevenire recidive e monitorare la salute epatica nel tempo.

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Blitz

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