Epatite A, 5 casi al San Carlo di Potenza
- Postato il 24 marzo 2026
- Epatite A
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Epatite A, 5 casi al San Carlo di Potenza

Segnalati casi di epatite A al San Carlo di Potenza. Probabile la contaminazione con “crudo di mare” ma non della Basilicata. Non emerge per ora preoccupazione ma bisogna seguire le regole per la prevenzione
POTENZA – Cinque persone sono state ricoverate all’ospedale San Carlo di Potenza negli ultimi giorni con la diagnosi di Epatite A. Avrebbero mangiato cibo contaminato, sembra pesce crudo (o forse sushi), ma non a Potenza né in Basilicata.
EPATITE A AL SAN CARLO DI POTENZA, CASI NON SOLLEVANO PREOCCUPAZIONE
Si tratta con ogni probabilità di piatti consumati in Campania, dove proprio in questi giorni molte persone vengono ricoverate per l’Epatite A, tanto che diversi sindaci (in primis quello di Napoli, ma anche a Benevento e Forio d’Ischia) hanno dovuto vietare temporaneamente la somministrazione di frutti di mare crudi nei locali della città pena sanzioni molto salate: parliamo di multe da 2.000 a 20.000 euro e sospensione dell’attività per i recidivi.
I CASI LUCANI DI EPATITE A
I casi lucani (di cui uno ieri risultava in dimissione) non sembrano sollevare particolare preoccupazione. L’Epatite A «in molti casi – spiegano dall’azienda ospedaliera San Carlo interpellata sulla vicenda, che conferma l’esistenza dei casi – non è problematica perché si dice che sia autolimitante, ovvero si risolve spontaneamente, laddove non ci siano comorbidità di natura epatica».
In altre parole, se non ci sono altri problemi al fegato si può guarire semplicemente aspettando.
L’Epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus Hav, che si trasmette per via oro-fecale, bevendo acqua o mangiando alimenti contaminati (oppure tramite contatto diretto con persone infette).
EPATITE A, I CASI IN CAMPANIA
Fino a due giorni fa i casi certificati di Epatite A in Campania erano circa 150. A lanciare l’allarme era stata la professoressa Maria Triassi, ordinario all’Università degli Studi Federico II di Napoli.
A suo parere – considerando l’alta frequenza di ammalati asintomatici – i numeri noti potrebbero essere solo «la punta dell’iceberg». La diffusione potrebbe essere partita a Natale con il consumo di frutti di mare crudi provenienti dall’estero.
L’Istituto superiore di sanità indica il principale accorgimento: cuocere sempre i frutti di mare. Quello che spesso s’ignora è che anche nei frutti di bosco potrebbe trovarsi il virus dell’Epatite A. E che dunque quando si acquistano frutti di bosco surgelati o congelati buona norma è bollirli per almeno due minuti.
Ieri, lunedì 23 marzo 2026, si è saputo che sono interessate anche Latina e provincia, dove i casi accertati sono per ora 24, con sei ricoveri.
Per prevenire il contagio bisogna seguire le regole dettate dall’Istituto superiore di sanità. Alcune riguardano le autorità pubbliche (controllo delle acque, gestione degli scarichi delle fogne, controllo della produzione e della distribuzione degli alimenti), altre i cittadini: lavaggio delle mani e degli alimenti, cottura dei cibi.
Il Quotidiano del Sud.
Epatite A, 5 casi al San Carlo di Potenza