Entro il 2030 Parigi riempirà d’arte le nuove stazioni della metropolitana. Ecco tutti i grandi artisti coinvolti

  • Postato il 7 gennaio 2026
  • Arti Visive
  • Di Artribune
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Entro il 2028, Parigi celebrerà i suoi iconici ingressi del metrò con un museo dedicato a chi quegli ingressi – 141 disseminati in tutta la città, oggi ne sopravvivono 88 – li disegnò nel primo decennio del Novecento, condensando gli stilemi dell’Art Nouveau. Negli spazi dell’Hôtel Mezzara,in corso di ristrutturazione, l’opera dell’architetto e designer Hector Guimard (Lione, 1867 – New York, 1942) sarà valorizzata per volontà dell’associazione Le Cercle Guimard, grazie all’investimento del collezionista Fabien Choné.

La metropolitana a Parigi: l’arte per progetto Grand Paris Express

Nel frattempo, il legame della metropolitana parigina con l’arte si rinnova, intercettando una tendenza ormai diffusa in molte grandi capitali internazionali, con l’Italia – e Napoli in particolare con le sue stazioni dell’arte – a giocare in prima linea.
L’Art du Grand Paris è il programma culturale che introdurrà in quattro stazioni metropolitane, quelle previste dal progetto di ampliamento Grand Paris Express, oltre 70 installazioni permanenti. Immaginate come spazi d’arte contemporanea, accoglieranno eventi ed esperienze di collaborazione con la comunità. Tra gli artisti coinvolti ci sono Sophie Calle, JR, Anselm Kiefer, Eva Jospin e giovani talenti come Noémie Goudal e Hicham Berrada. La collezione, che spazia da mosaici e rilievi monumentali a installazioni luminose e scultoree, sarà fruibile al pubblico solo con l’apertura delle nuove fermate, prevista per il 2030.

L’operazione Grand Paris Express

L’ambiziosa operazione Grand Paris Express, finanziata con 35 miliardi di euro, nasce per favorire gli spostamenti tra le periferie e alleviare linee sovraffollate, mettendo a disposizione dei pendolari quattro nuove linee con un percorso a doppio anello di 200 chilometri per 68 stazioni (mentre è già stato completato il prolungamento della linea 14 a sud, fino all’aeroporto di Orly). Un impegno che, nel 2023, è valso al progetto persino l’allestimento di una mostra alla Cité de l’Architecture et du Patrimoine e la Société du Grand Paris, occasione per ripercorrere la storia della metropolitana a Parigi, dai lavori dell’ingegnere Fulgence Bienvenue (1852-1936) ai cambiamenti della città legati all’inaugurazione della prima rete nel 1897, fino alle tecnologie all’avanguardia che permetteranno di completare le nuove linee.

Un ambizioso progetto di arte pubblica diffusa

L’idea di integrare l’arte contemporanea nell’architettura delle nuove stazioni è sostenuta da una visione condivisa tra architetti, ingegneri e artisti: sin dall’inizio si è puntato a coinvolgere artisti provenienti da tutto il mondo, chiamati a dare voce alla diversità e alla storia dei luoghi della città interessati dai cantieri, per creare un dialogo efficace tra il contesto urbano e le opere. Solo di recente, la Societé des grands projets ha svelato le collaborazioni attivate per concretizzare la volontà di realizzare “un grande museo sotterraneo, aperto a tutti, che rafforzerà l’ambizione urbana del progetto”.
I nomi sono stati selezionati dal team di curatori e conservatori diretto dell’ex direttore del centro culturale Centquatre-Paris, José-Manuel Gonçalvès. Oltre agli artisti di cui sopra, hanno aderito al progetto anche Daniel Buren, Otobong NkangaMichelangelo PistolettoPetrit Halijaj, Xavier Veilhan, Mona Hatoum, Joana Vasconcelos. Per l’Italia, c’è anche Loris Cecchini (qui l’elenco completo dei nomi). E per ciascuno è stato rivelata anche la stazione “assegnata”, esponendo i render dei diversi progetti all’interno della Gare Saint-Denis Pleyel, dove Prune Nourry e Kengo Kuma installeranno 108 “Veneri” plasmate in terre locali. 

Gli artisti coinvolti e i loro interventi nelle stazioni della metropolitana

Mona Hatoum lavorerà alla stazione del centro aeronautico Le Bourget con un’installazione luminosa dalle sembianze di una sfera fluttuante; mentre le caratteristiche lavorazioni in cartone pressato e plissettato di Eva Jospin – qui ispirata dalle atmosfere di film Roma di Fellini – animeranno la fermata Hôpital Bicêtre. Kiefer sarà protagonista alla stazione di Versailles- Chantiers della linea 18, progettata dall’architetto Dietmar Feitchinger come una struttura trasparente e permeabile: Kiefer interverrà con un omaggio alla storia della città nell’atrio centrale, sopra le scale mobili, in uno spazio monumentale lungo 16 metri. Sulla line 15, Michelangelo Pistoletto proporrà un’installazione luminosa per la stazione di Champigny Centre, progettata da Thomas Richez: lettere colorate al neon presenteranno la frase Love Differences in 16 lingue, le più parlate a Champigny-sur-Marne. Il sito Art du Grand Paris offre una panoramica dettagliata su tutti gli interventi in programma.

Livia Montagnoli

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Artribune

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