Emergenza giovanile: dilaga la moda delle armi in tasca. Allarme coltelli tra i banchi di scuola. La stretta di Valditara
- Postato il 19 gennaio 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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Poche storie: ci troviamo nel bel mezzo di una emergenza giovanile. Cresce la moda delle lame in tasca. E’ addirittura “Allarme coltelli” tra i banchi di scuola. A La Spezia c’è scappato il morto (il 19enne Youssef Abanoub); il giorno dopo si è sfiorata la tragedia a Frosinone. E ci sono analoghi precedenti a Roma, Milano ,Treviso. L’8 gennaio 2026 in una scuola di Rho è scoppiata una rissa durante la ricreazione e un 14enne è stato ferito al volto con un taglierino. Pochi giorni prima una mega rissa in una scuola del catanese ha coinvolto 40 studenti, nella confusione e’ rimasto colpito al petto il responsabile della sicurezza tra l’altro portatore di pacemaker. Che fare? Il ministro Giuseppe Valditara ha trascorso la domenica a La Spezia. Ha rimarcato: ”Sono qui per dare la presenza dello Stato e ribadire la cultura del rispetto. Va ripristinata l’autorità, metteremo i metal detector nei plessi a rischio”.
La preoccupazione dei pedagogisti
I pedagogisti hanno una visione chiara di come gli adolescenti affrontano i problemi e gestiscono la rabbia con il coltellino nella tasca dei jeans. Dicono:” Perché lo fanno? Un po’ per difendersi, un po’ per imporsi, per fare i duri. Senza rendersi conto che in un attimo si possono trovare nei guai. Fare i “maranza” e sfoderare la lama diventa più facile che discutere, in una logica da serie tv in cui la violenza viene autorizzata e socialmente riconosciuta”.
Insomma i ragazzi oggi non sono più capaci di risolvere i conflitti con una discussione e, per questo, scelgono la via della violenza. Risolvono i conflitti come se fossero in un videogioco. Dice il pedagogista Daniele Novara:” I ragazzi ammazzano per motivi futili perché non hanno più aderenza con la realtà. Questa generazione passa così tanto tempo con il telefonino che è del tutto dissociata dalla realtà “.
Il fenomeno inquietante sta alimentando un dibattito e il governo corre ai ripari perché il disagio sta diventando rabbia e la scuola non è più sicura come una volta. Siamo di fronte ad una generazione smarrita e senza guida. Gli adulti dovrebbero proteggere, incoraggiare, ascoltare, educare. Pochi lo fanno. I reati che coinvolgono minorenni sono saliti del 75% in un anno. Il 53% sono ragazzi, il 37% ragazze.
Cosa prevede il nuovo decreto
C’è un nuovo pacchetto sicurezza (pronto a fine mese) intorno al quale già si alimenta lo scontro politico. In sintesi: tolleranza zero sulle lame, divieto di porto d’armi da taglio, vendita vietata ai minori sia nei negozi fisici sia sulle piattaforme online , multe ai genitori che omettono di vigilare. Ha detto il ministro Matteo Piantedosi:” Noi pensiamo che ci debba essere qualcosa che vada oltre il sistema di sicurezza e i sistemi di prevenzione tradizionali che riguardano anche la cultura e l’educazione di questi ragazzi”. Vedi le baby gang dilaganti. Tuttavia lo scontro politico non si ridimensiona. Troppi, purtroppo, fingono di non vedere.
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