Emergenza dissesto a Genova, l’Università di Firenze farà la mappatura satellitare del territorio

  • Postato il 18 marzo 2026
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Crollo muraglione via amarena

Genova. Sarà il centro di competenza dell’Università di Firenze a occuparsi del monitoraggio idrologico satellitare del territorio comunale di Genova che il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, aveva promesso nell’incontro a Roma con la sindaca Silvia Salis per far fronte all’emergenza dissesto idrogeologico.

È stato proprio Ciciliano a inviare negli scorsi giorni la richiesta formale di attivazione del Centro per la protezione civile di Firenze, di fatto una struttura operativa della Protezione civile nazionale specializzata in previsione dei rischi, prevenzione e gestione delle emergenze.

Come era emerso negli scorsi giorni, i ricercatori di Firenze saranno arruolati per realizzare una mappatura con l’interferometria, una tecnica di misurazione che permette di individuare le aree di deformazione del terreno in modo da certificare le priorità di intervento. Oggetto del monitoraggio sarà anche il reticolo idrografico della città, soprattutto i piccoli rii sommersi che spesso sono responsabili di allagamenti localizzati e altri danni.

Nel frattempo si attende di conoscere la data del tavolo istituzionale che si terrà a Genova con Protezione civile (probabile la presenza di Ciciliano in persona), Comune e Regione.

“Questo è un tema fondamentale e non possiamo pensare di considerarlo dicendo: noi facciamo questo pezzetto e voi fate quest’altro – ha commentato nuovamente ieri la sindaca Silvia Salis a margine del consiglio comunale -. Serve una valutazione complessiva della situazione drammatica in cui versa questa città. Io ho portato questo problema a Roma, alla Protezione civile nazionale che si è presa l’impegno di considerarlo nella sua globalità. Noi abbiamo il tema del dissesto idrogeologico e il tema delle protezioni a mare”.

Quindi, pungendo ancora il centrodestra: “Non servono foto per mettersi in mostra sulle grandi opere: bisogna parlare di ponti di strade, di frane, di cose che sono meno affascinanti dal punto di vista della proiezione verso il futuro, ma parlano invece di quello che serve a questa città”.

Il tema è esploso nelle ultime settimane complici i crolli di via Napoli e passo Barsanti. Dopo il primo episodio la sindaca Salis aveva chiesto un “intervento strutturale” a livello nazionale per risolvere le criticità uniche nel panorama italiano. Il Comune aveva scritto alla Regione per chiedere 110 milioni di finanziamenti straordinari per la messa in sicurezza di frane e muraglioni, individuando 559 interventi in tutta la città. Da piazza De Ferrari era arrivata una timida apertura, ma il tema è destinato a confluire nel più ampio tavolo con la Protezione civile. Così come, probabilmente, si tornerà a parlare della “legge speciale” che l’assessore Massimo Ferrante ha proposto per incentivare i privati a eseguire i lavori di loro competenza.

Autore
Genova24

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