Elon Musk convocato dalla procura di Parigi il 20 aprile. Perquisita la sede della piattaforma X nella capitale francese
- Postato il 3 febbraio 2026
- Mondo
- Di Il Fatto Quotidiano
- 2 Visualizzazioni
I “finti nudi” firmati Grok e diffusi sul social X potrebbero costare cari a Elon Musk. L’uomo più ricco del mondo è stato convocato dalla procura di Parigi il prossimo 20 aprile per “audizioni libere”, cioè senza stato di fermo, nell’ambito di un’indagine sulla piattaforma social. Insieme al fondatore di Tesla gli inquirenti hanno convocato anche Linda Yaccarino, l’ex amministratrice delegata della piattaforma X. Oggi nella capitale francese sono state effettuate perquisizioni nella sede locale di X, al centro di un’indagine avviata all’inizio dello scorso anno sugli algoritmi del social, definiti “distorti”. L’inchiesta della procura è stata ampliata a gennaio 2026, dopo l’esposto di due parlamentari francesi – Arthur Delaporte ed Eric Bothorel – sulle migliaia di deepfake sessuali generati dall’intelligenza artificiale Grok, a disposizione degli utenti.
Anche i dipendenti della piattaforma X saranno convocati tra il 20 al 24 aprile 2026, per essere ascoltati come testimoni. Durante le audizioni la dirigenza di X potrà presentare la propria versione dei fatti e, se necessario, delineare le misure previste per il rispetto delle disposizioni della magistratura. “Lo svolgimento di questa indagine rientra in questa fase in un approccio costruttivo, il cui obiettivo ultimo è garantire la conformità della piattaforma X alle leggi francesi, nella misura in cui opera sul territorio nazionale”, è scritto nella nota della procura parigina.
The Verge: “Grok continua a svestire gli uomini”
Nonostante xAi, l’azienda di Elon Musk che sviluppa l’intelligenza artificiale e gestisce l’ex Twitter, abbia affermato di aver limitato la generazione di immagini sessualmente esplicite a partire da foto reali, un test di The Verge mostra che l’IA può ancora svestire i soggetti maschili. Il giornalista Robert Hart è riuscito a spogliare alcune sue foto tramite il chatbot. “Grok ha prontamente generato immagini di me in abiti fetish”, scrive su The Verge, “e in una serie di posizioni sessuali provocanti in vari stati di nudità. Come se non bastasse, ha creato un compagno praticamente nudo con cui interagire in modi suggestivi, se non del tutto espliciti”. Per l’esperimento, Hart ha usato la versione gratuita di Grok sia sul social X che tramite il sito web dedicato (grok.com), senza la necessità di un account. Secondo un’analisi dell’organizzazione britannica no-profit Center for Countering Digital Hate, dal 29 dicembre 2025 al 9 gennaio 2026, su Grok sono state prodotte o modificate 3 milioni di immagini ritraenti persone reali in scene sessualmente esplicite e non consensuali. Di queste, 23.000 hanno come soggetto i minori.
Il 9 gennaio, xAi ha limitato la possibilità di spogliare persone reali con Grok agli abbonati a X. Cinque giorni dopo, il 14 gennaio, il limite è stato esteso a tutti, a seguito delle proteste di governi e istituzioni mondiali. A fine gennaio, l’Unione Europea ha avviato un’indagine sui deepfake generati dal chatbot. “Gran parte dell’indignazione pubblica si è comprensibilmente concentrata su donne e bambini”, conclude Hart, “ma è ancora possibile aggirare molte restrizioni con formulazioni diverse o creative”.
L'articolo Elon Musk convocato dalla procura di Parigi il 20 aprile. Perquisita la sede della piattaforma X nella capitale francese proviene da Il Fatto Quotidiano.