Egonu dice basta: "Si gioca troppo". La proposta di Paola, può saltare anche gli Europei con la Nazionale
- Postato il 17 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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In un clima di festa, tra i sorrisi delle compagne di squadra di Milano che festeggiavano il roboante 3-0 ottenuto sul campo di Scandicci in gara 1 delle semifinali Scudetto, Paola Egonu ha lanciato l’allarme: “Si gioca troppo”. E lo stupore, semmai, è che l’abbia denunciato così tardi. Perché ha drammaticamente ragione: si gioca senza soluzione di continuità, con un’estate riservata alle Nazionali che la FIVB, la Federazione internazionale del volley, ha “allargato” da inizio maggio a fine settembre e campionati nazionali sempre più compressi, da ottobre a fine aprile. Con in mezzo la Champions e le altre coppe europee, naturalmente.
- Volley, calendario intasato tra campionato, coppe e Nazionali
- La concessione estiva di Velasco a Egonu, Orro, Sylla e Danesi
- L'allarme di Egonu e la proposta di buon senso ai vertici del volley
- Volley femminile: Serie A1 più snella per trattenere Paola e le altre big?
Volley, calendario intasato tra campionato, coppe e Nazionali
La regular season del massimo campionato di volley femminile prevede 26 giornate e il torneo dura in tutto quattro mesi e mezzo, da ottobre a metà febbraio. Per dire: le due retrocesse in A2, Mondovì e Perugia, hanno già chiuso la loro stagione. Per le altre ci sono i playoff, quindi partite a getto continuo. Quarti al meglio delle tre gare, semifinali e finali al meglio delle cinque. E in mezzo ci sono anche i vari turni di Champions. Mercoledì e giovedì, ad esempio, Conegliano, Milano e Scandicci si giocano l’accesso alle Final Four di Istanbul, a inizio maggio. Nel bel mezzo delle semifinali Scudetto del campionato.
La concessione estiva di Velasco a Egonu, Orro, Sylla e Danesi
Insomma, per le big è diventata un’abitudine giocare praticamente sempre, ogni due o tre giorni. In campionato e nelle coppe, perché poi ci sono Supercoppa, Coppa Italia, Mondiale per club, sempre durante l’annata riservata ai club. Che, una volta finita, cede subito il testimone alla stagione delle Nazionali. Tra giugno e luglio la Volleyball Nations League, con dodici partite “regolari” e altre tre nelle Final Eight. E tra agosto e settembre gli Europei e gli altri campionati continentali. Egonu, come Danesi, Orro e Sylla, ha ottenuto libertà di scelta dal CT Velasco: deciderà lei se prendervi parte oppure no. A giudicare dal suo sfogo in diretta Rai, forse potrebbe decidere di tirare un po’ il fiato.
L’allarme di Egonu e la proposta di buon senso ai vertici del volley
“Giocare così tanto comincia a essere troppo per il nostro corpo“, ha tuonato Paoletta. “È una stagione molto faticosa e credo che, se si avesse la possibilità, bisognerebbe ripensare questo programma, perché così è infattibile. Siamo esseri umani e va bene, ci piace giocare a pallavolo. Però dopo un po’ comincia a essere troppo per il nostro corpo e diventa poco piacevole per gli spettatori da vedere. Secondo me si potrebbe tornare a com’era una volta: una partita a settimana, nel mezzo la Champions, allungare i tempi e godersi anche i tifosi e dare un po’ di aria, perché così è pesante”.
Volley femminile: Serie A1 più snella per trattenere Paola e le altre big?
Insomma, le partite sono troppe. E visto che la FIVB sembra intenzionata ad ampliare ulteriormente gli spazi per le Nazionali, forse il messaggio di Paola va in direzione di Lega e Fipav: magari si potrebbero ridurre squadre e partite del campionato di A1, annullare gli infrasettimanali, in modo da avere qualche settimana di “respiro” per le giocatrici, soprattutto quelle impiegate stabilmente in sestetto. “La priorità rimaniamo sempre noi atlete e sarebbe quindi piacevole sentirsi protette sotto questo aspetto”, è la conclusione dell’accorato appello di Egonu. Qualcuno la ascolterà o penseranno sempre e soltanto alla vecchia equazione più partite=più soldi?