Effetto Champions (al contrario): senza coppe, Inter e Napoli sono “ingiocabili” in Serie A

  • Postato il 5 gennaio 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il Milan chiama, il Napoli risponde, l’Inter rilancia. In attesa degli scontri diretti di gennaio, dicembre è stato il mese che ha rivelato i rapporti di forza in Serie A, scavando un solco probabilmente già incolmabile in testa alla classifica: evaporate prevedibilmente le velleità della Roma di Gasperini, ormai lontana la Juve nonostante la cura Spalletti, davanti si è formato un terzetto che potrebbe anche giocarsi lo scudetto fino in fondo. Questo grazie ad un filotto impressionante, e che sia successo proprio in queste settimane non è un caso. Se il Milan procede col solito ruolino di marcia, fatto di estrema costanza (non perde da agosto, dall’esordio con la Cremonese) e un pizzico di fortuna (la squadra gioca ogni partita peggio della precedente, eppure continua a sbloccarle sistematicamente alla prima occasione), sono soprattutto Inter e Napoli ad aver accelerato. I nerazzurri hanno conquistato addirittura sei successi di fila, dopo quel derby perso in maniera rocambolesca (come del resto gli altri due scontri diretti contro Napoli e Juventus). La squadra di Conte per la prima volta quest’anno sembra finalmente una squadra di Conte: inesorabile, è alla quarta vittoria consecutiva, cosa che non gli capitava dallo scorso aprile, mese che fu decisivo per lo scudetto.

A questa svolta contribuiscono vari fattori. Da una parte il lavoro di Chivu sulla testa dei suoi ragazzi, ma anche alcune scelte forti, come l’epurazione di Acerbi (complice l’infortunio) e De Vrij al centro della difesa in favore di Akanji, con cui l’Inter è più solida e soprattutto più alta in campo, vista la velocità dello svizzero che permette di coprire tanto campo alle spalle. Dall’altra l’intuizione tattica di Conte, che durante la sosta si è inventato un 3-4-3 con cui ha rivoltato e rivitalizzato la squadra, che pareva imbrigliata nel precedente schema cucito addosso a De Bruyne. Ancora più decisivo però forse è stato il calendario: entrambe hanno spiccato il volo proprio quando si sono fermate le coppe, e non può essere una coincidenza.

È uno degli effetti collaterali della nuova “Super Champions”. Tanto criticata per sottrarre risorse ai tornei nazionali, e sicuramente è così. Però ha anche il merito di aumentarne l’imprevedibilità, perché sfianca le più forti, riducendo il divario con le rivali. In Italia lo sappiamo bene. L’anno scorso il Napoli ha vinto lo scudetto praticamente solo per quello. Quest’anno Conte ha sperimentato sulla sua pelle cosa vuol dire il doppio impegno, e nella sua posizione si trova Allegri col Milan. I campioni d’Italia sono andati in tilt col ritorno in Champions, rimediando figuracce in serie contro Benfica, Eintracht, Psv, e perdendo anche tanti punti in patria, sempre a ridosso della fatica europea. Appena si sono potuti concentrare sul campionato, con una gara a settimana, sono tornati la schiacciasassi di sempre. Discorso simile per i nerazzurri, più abituati al doppio impegno, ma anche loro beneficati dalla pausa. L’ultimo mese è rivelatore: in campionato, senza incidenze esterne, Inter e Napoli sono troppo più forti delle altre, quasi ingiocabili.

Se non ci fosse la Champions, non avremmo dubbi: questo scudetto lo vincerebbe una delle due, probabilmente Conte, che in Serie A è una sentenza. Per fortuna però le coppe stanno per tornare, e questo rimescola le carte e rimette in gioco il Milan, forse persino in posizione di favorita. Sarà interessante vedere cosa succederà, già in questi giorni con il turno infrasettimanale, e soprattutto a fine gennaio, quando ci si giocherà la qualificazione in Champions, proprio in contemporanea agli scontri diretti decisivi per lo scudetto. Poi certo ci si può sempre fare eliminare in Europa a gennaio, per credersi grandi e forti in Italia.

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Il Fatto Quotidiano

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