Ecco il cranio trapanato di un vichingo

  • Postato il 6 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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Una squadra di studenti e archeologi dell'Università di Cambridge ha portato alla luce una fossa comune risalente all'IX secolo d.C., contenente i resti di almeno dieci individui, tra cui quello di un uomo molto alto per l'epoca che presenta segni evidenti di trapanazione cranica. La sepoltura è stata rinvenuta all'esterno dell'antico forte fortificato di Wandlebury, in quello che oggi è il Wandlebury Country Park, a sud di Cambridge. Il sito, un tempo un importante fortino dell'età del Ferro, si trova in un'area che nel IX secolo era un territorio di frontiera tra il regno sassone di Mercia e il regno di East Anglia, conquistato dai Vichinghi attorno al 870 d.C.. Il mistero del gigante. Tra i resti rinvenuti a Wandlebury spicca lo scheletro di un giovane tra i 17 e i 24 anni, alto ben 1,95 m. Si tratta di una statura eccezionale per l'epoca, considerando che la media maschile si attestava intorno a 1,65 m. Il suo cranio mostra un foro di 3 cm, segno di una trapanazione: un antico intervento chirurgico per asportare parte dell'osso. I segni di guarigione ossea indicano che l'uomo sopravvisse all'operazione. Gli archeologi ipotizzano che i medici dell'epoca abbiano tentato di alleviare la pressione intracranica causata da una lesione o, forse, da un tumore alla ghiandola pituitaria. Quest'ultima condizione spiegherebbe la crescita fuori scala delle sue ossa. Sebbene impressionante, la trapanazione non era un caso isolato: era una pratica già nota ai Greci e ai Romani per curare emicranie, convulsioni e altri disturbi neurologici.. Esecuzioni e trofei: l'orrore nella fossa comune. La fossa contiene resti di almeno dieci individui, in gran parte giovani uomini. Oltre a scheletri completi, il sito ha restituito resti smembrati, tra cui una pila di gambe e gruppi di teschi senza corpo. Alcuni scheletri sono stati trovati in posizioni che suggeriscono che le vittime potessero essere state legate al momento della morte. Secondo il dottor Oscar Aldred, che ha guidato lo scavo in collaborazione con la Cambridge Archaeological Unit e l'ente benefico Cambridge Past, Present and Future, questi uomini potrebbero essere stati giustiziati o colpiti durante un evento violento, piuttosto che morti in battaglia. Un individuo presentava evidenti segni di decapitazione, mentre altri resti mostrano traumi compatibili con combattimenti o pene corporali. L'ipotesi è che alcune parti dei corpi smembrati possano essere state esposte come trofei prima della sepoltura, una pratica documentata in altri contesti bellici del primo medioevo.. Analisi future. Le analisi proseguiranno con datazioni al radiocarbonio, studi isotopici e di DNA antico per comprendere meglio la salute, l'origine e le possibili relazioni tra gli individui. Ciò potrebbe anche aiutare a chiarire se i resti appartengano a vichinghi invasori o a Sassoni locali coinvolti nei conflitti dell'epoca..
Autore
Focus.it

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