Duplice omicidio di Villa Pamphili, la difesa di Kaufmann chiede la perizia psichiatrica

  • Postato il 2 febbraio 2026
  • Giustizia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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La prima udienza del processo per il duplice omicidio di Villa Pamphili si apre con un colpo di scena. La difesa di Francis Ford Kaufmann, cittadino americano di 47 anni accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia di 14 mesi e di aver occultato il cadavere, ha chiesto alla Corte d’Assise di Roma di disporre una perizia psichiatrica, sostenendo che l’imputato non sarebbe in grado di affrontare il processo. Kaufmann è comparso in aula con i capelli rasati, una felpa blu e si è presentato dichiarando di chiamarsi Rexal Ford. Seduto accanto al suo avvocato, ha seguito l’udienza parlando a bassa voce, in un lungo monologo interrotto dal pianto, ripetendo più volte di essere innocente e accusando i testimoni di essere “tutti mafiosi”.

A sollecitare l’accertamento sulle condizioni mentali è stato il difensore Paolo Foti, che ha parlato di un progressivo deterioramento psichico del suo assistito. Secondo l’avvocato, la situazione sarebbe peggiorata da ottobre, dopo un violento alterco in carcere. Da allora, ha riferito in aula, Kaufmann sarebbe apparso sedato, disordinato, incapace di sostenere un dialogo coerente, con discorsi confusi e deliranti. Per la difesa, le sue condizioni “non sono compatibili con lo stare in giudizio”.

Alla richiesta si è opposta la Procura di Roma. Per il pm Antonio Verdi non ci sarebbero elementi sufficienti per disporre una perizia, anche alla luce del fatto che Kaufmann è detenuto da sette mesi in regime di isolamento. I giudici della I Corte d’Assise si sono riservati di decidere, subordinando ogni valutazione all’acquisizione del diario clinico dell’imputato.

Nel frattempo, la Corte ha ammesso le costituzioni di parte civile dei genitori di Anastasia e di numerose associazioni impegnate contro la violenza sulle donne, tra cui Differenza Donna, Telefono Rosa, Per Marta e per Tutte, Insieme a Marianna e l’Associazione italiana vittime vulnerabili di reato.

Nel ricostruire il quadro accusatorio, il pm ha ricordato che, se l’uccisione di Anastasia fosse avvenuta dopo il 17 dicembre, con l’entrata in vigore della nuova normativa, sarebbe stato contestato il reato di femminicidio. L’accusa ha depositato una lista testi molto ampia: oltre agli investigatori, saranno ascoltate le persone che tra aprile e giugno dello scorso anno hanno incrociato Kaufmann, la compagna e la figlia Andromeda per le strade di Roma. Un comportamento, ha sottolineato il pm, “talmente esuberante” da attirare l’attenzione di numerosi cittadini, alcuni dei quali lo hanno anche fotografato.

Agli atti finiranno episodi di violenza pubblica, come la rissa del 30 maggio in strada e quella del 3 giugno in un bar del centro, conclusa con un pugno al volto per Kaufmann. Tra i video acquisiti c’è anche quello girato il 5 giugno da un passante: l’uomo appare visibilmente ubriaco, mentre la bambina di 14 mesi è appoggiata a un motorino. Di Anastasia, in quelle immagini, non c’è traccia: era stata strangolata la notte precedente.

Dalle indagini è emerso anche un dettaglio che pesa sul profilo dell’imputato: pochi giorni dopo l’omicidio della compagna, Kaufmann avrebbe contattato alcune agenzie di baby modelling, proponendo la figlia per servizi pubblicitari. Messaggi ricostruiti attraverso l’analisi del cellulare, inviati mentre l’uomo cercava denaro da amici e familiari e pianificava la fuga da Roma. Il processo entra ora in una fase delicata: prima ancora del dibattimento, la Corte dovrà stabilire se l’imputato sia in grado di affrontarlo. La decisione sulla perizia psichiatrica potrebbe segnare l’intero percorso giudiziario.

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Il Fatto Quotidiano

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