Duello mancato tra Schlein e Meloni: la mossa del premier spiazza il leader del Pd
- Postato il 28 novembre 2025
- Di Panorama
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Non si è rivelata vincente la carta giocata da Elly Schlein in vista di Atreju. Il duello con Giorgia Meloni, proposto dal segretario del Pd, si è rivelato un boomerang dopo che il presidente del Consiglio ha allargato il confronto, includendo Giuseppe Conte.
La proposta di Schlein
Per la festa annuale di Fratelli d’Italia, prevista a Castel Sant’Angelo a partire dal 6 dicembre, l’invito era stato recapitato anche a Elly Schlein. Che aveva però posto una condizione: avrebbe partecipato solo se le fosse stato permesso un faccia a faccia con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Poco dopo, il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, si era già espresso in merito: «Se va bene a tutti, visto che stiamo invitando tutti i leader dell’opposizione e hanno già quasi tutti accettato, porterò questa proposta a Giorgia Meloni e deciderà lei. L’unica cosa che ci interessa è non mancare di rispetto agli altri leader dei partiti di opposizione che hanno dato disponibilità senza porre alcuna condizione».
La risposta di Meloni
A distanza di 24 ore, Meloni ha affidato la sua risposta ai canali social. Non sottraendosi al confronto, ha raccolto il guanto di sfida, ma ha rilanciato: al dibattito deve partecipare anche il leader del M5s. Per due motivi. Il primo «è che Giuseppe Conte, a differenza di Elly Schlein, anche negli anni passati è venuto ad Atreju senza imporre alcun vincolo. Lo ha fatto anche da presidente del Consiglio». E il secondo, ha scritto il premier: «È che non spetta a me stabilire chi debba essere il leader dell’opposizione, quando il campo avverso non ne ha ancora scelto uno. Da parte mia, quindi, sono disponibile a un confronto unico con entrambi». Una stoccata che rivela una verità: un duello avrebbe innalzato Schlein a leader dell’opposizione quando di fatto non lo è.
Il sì di Conte
Poco prima della partecipazione di Schlein a Piazzapulita, Conte ha subito risposto affermativamente all’invito del premier. Pur ricordando di aver «sondato la possibilità di un confronto con Meloni ad Atreju anche nelle precedenti edizioni» e di aver ricevuto il «no», ha dichiarato: «Ora leggo che la premier accetta di confrontarsi a patto che sul palco ci siamo sia io che Schlein. Per me va sempre bene confrontarsi e dirsi le cose come stanno. Anche in “trasferta”, davanti a un pubblico che ho rispettato anche quando ero presidente del Consiglio e Fratelli d’Italia non era forza di maggioranza. Non mi sottraggo certo oggi. Ci sono».
Schlein in ritirata
Mentre era ospite a Piazzapulita, Schlein si è tirata indietro: «Mi dispiace che Giorgia Meloni abbia rifiutato di fare il confronto con me, tanto più che l’anno scorso, prima delle europee, aveva accettato. Forse oggi faccio più paura, visti i risultati elettorali». E dimenticando forse che almeno nel centrodestra la guida è chiara, ha aggiunto: «Vuole fare il confronto anche con Giuseppe Conte? Benissimo, portasse anche Matteo Salvini. Vuole fare il confronto di coalizione? Benissimo, portasse anche Tajani e noi portiamo anche Fratoianni e Bonelli». A far calare il sipario sul botta e risposta è stato Donzelli, che ha comunicato in una nota: «Dispiace che Elly Schlein abbia anche quest’anno alla fine declinato l’invito ad Atreju». E ha concluso: «Quando l’opposizione avrà un leader unico e riconosciuto da tutti saremo felici di accogliere ad Atreju un confronto diretto tra Giorgia Meloni e il leader individuato».
Peraltro, già due anni fa, Schlein aveva dato forfait, dicendo che «il confronto si fa in Parlamento». Ironizzando sulla mancata presenza del segretario del Pd, gli organizzatori dell’evento avevano piazzato nella Capitale una sagoma in cartone che raffigurava Schlein insieme alla scritta “Atreju” e un’immagine di Castel Sant’Angelo. «Così Schlein c’è, anche se non c’è» avevano commentato. Chissà che non si replichi la prossima settimana.