Due ruote, nel 2025 mercato a due velocità: scooter in crescita, moto in frenata

  • Postato il 7 gennaio 2026
  • Fatti A Motore
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il mercato italiano delle due ruote archivia il 2025 con un bilancio dagli andamenti divergenti. A fronte di una flessione complessiva del 7,5% nelle immatricolazioni, emergono infatti traiettorie opposte tra le diverse tipologie di veicoli: gli scooter avanzano, mentre le moto accusano un arretramento deciso. A certificarlo sono i dati annuali diffusi da Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) che fotografano un settore condizionato sia da fattori normativi sia da un contesto economico ancora instabile.

Nel dettaglio, il comparto chiude l’anno con 345.287 veicoli immatricolati. Gli scooter registrano una crescita del 5,5% e superano quota 197mila unità. Di segno opposto l’andamento delle moto, che perdono oltre il 19%, fermandosi a circa 134mila targhe. Ancora più marcata la contrazione dei ciclomotori, in calo di quasi un terzo rispetto all’anno precedente.

Il settore ha risentito degli effetti legati all’introduzione della normativa Euro 5+. La corsa alle immatricolazioni di fine serie avvenuta due anni fa ha alterato il confronto su base annua: dopo il record storico registrato a fine 2024, l’ultimo mese del 2025 segna un crollo superiore al 60%, con poco più di 11mila veicoli immatricolati. Un risultato che riflette più un effetto statistico che un improvviso crollo della domanda. Non a caso, se il raffronto viene esteso al 2023 – considerato un anno “neutro” – il saldo complessivo torna positivo (+2,2%).

Restano in difficoltà anche le due ruote elettriche. Il segmento chiude con una contrazione vicina al 16%, penalizzato soprattutto dal calo dei ciclomotori a batteria. Più contenuta la flessione degli scooter elettrici, che tuttavia non riescono ancora a invertire la tendenza complessiva. Un segnale che conferma come la transizione verso l’elettrico proceda con lentezza, nonostante gli incentivi e l’attenzione crescente alla mobilità sostenibile.

Scenario analogo per i quadricicli, anch’essi in calo, ma con una netta distinzione tra alimentazioni: i modelli termici crollano, mentre quelli elettrici limitano le perdite, sostenuti dalle misure di supporto introdotte nel corso dell’anno. Con un valore complessivo di 14,8 miliardi di euro, una forte vocazione all’export e oltre 54mila addetti lungo la filiera, il settore delle due ruote continua comunque a rappresentare un pilastro dell’industria nazionale.

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Il Fatto Quotidiano

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