Doppietta azzurra nello ski cross: oro Deromedis, argento Tomasoni tra adrenalina e memoria
- Postato il 21 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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Doppietta azzurra nello ski cross: oro Deromedis, argento Tomasoni tra adrenalina e memoria
È un’Olimpiade che non finisce mai. Carlo Mornati, il segretario generale del Coni, fa appena in tempo a fare il punto sui trionfi azzurri a questi Giochi, che dallo ski cross arrivano un oro e un argento che sono fatti di adrenalina pura, come questa gara folle con quattro sciatori che si tuffano tra gobbe e curve in una sfida senza respiro che decide l’argento solo al fotofinish. L’oro numero 10 porta la firma di Simone Deromedis, che ha messo gli sci a tre anni lassù in Val di Non, da dove arriva; l’argento è invece firmato da Federico Tomasoni, che porta sul casco un sole, dedicato a Matilde Lorenzi, la sciatrice azzurra morta dopo un incidente, poco prima di compiere 20 anni. Quel sole è il simbolo della fondazione dedicata a Matilde - Matildina4Safety - lanciata e guidata dalla famiglia Lorenzi per promuovere progetti dedicati a migliorare la sicurezza nello sci. Sono medaglie piene di storie quelle che arrivano da questi Giochi, che sembrano davvero senza fine per le glorie azzurre.
Deromedis è un ragazzo del Duemila e compirà 25 anni il 2 aprile, Tomasoni, bergamasco di Castione della Presolana, ha tre anni in più e insieme hanno colorato d’azzurro la neve che continua a cadere lassù in montagna a Livigno, mentre a Milano è tornato il sole per accogliere Trump, dato in arrivo per assistere alla finale dell’hockey tra Stati Uniti e Canada, che a questo punto diventa più di una sfida per l’ultimo oro in palio domenica pomeriggio.
Sul casco di Federico c’è il sole di Matilde, su quello di Simone ci sono colori che significano corse, quelli della Martini Racing, che nei rally hanno scritto storie leggendarie. Un casco che gli ha portato fortuna, lo ha indossato per la prima volta nell’ultima gara di coppa del mondo e ha vinto. Non lo toglierà più. “Io amo qualsiasi cosa abbia un motore. Un’auto da rally o da drift sarebbero il massimo e il mio sportivo preferito è Travis Pastrana, uno capace di fare tutto, sempre al massimo. Moto, rally, sport estremi: vive di adrenalina”. Un po’ come lui in quella discesa folle verso l’oro olimpico. È scattato in testa e non lo hanno più ripreso. Una gara vissuta davanti anche per evitare incroci pericolosi. “Il nostro è uno sport moderno, spettacolare, che parla ai giovani dà spettacolo in televisione. Mi piacciono l’adrenalina pura, il contatto fisico, la sfida diretta. Non sei solo contro il tempo, sei contro gli avversari”. Quanto di più simile a un videogioco, con la differenza che qui si rischia ad ogni curva e devi avere delle ginocchia e delle cosce d’acciaio per arrivare in fondo. “La differenza più grande con lo sci è che noi corriamo in quattro. Ci sono contatti, sorpassi, decisioni istantanee. È questo che rende tutto più chiaro anche per chi guarda: primo, secondo, terzo, senza calcoli”. Trasmette adrenalina anche a chi lo guarda in tv. Non può non piacere perché in un’ottantina di secondi ti tiene incollato al teleschermo a vedere quei pazzi che si sfidano spalla a spalla su una pista dove già arrivare in fondo per un comune sciatore è quasi un’impresa. C’è chi lo fa con lo snowboard, come Michela Moioli o Lucia Dalmasso, chi si tuffa su due sci. Sono due sport diversi (uno è ski skicross e fa parte dello sci acrobatico; l’altro è lo snowboard). Ma l’effetto è davvero molto simile.
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