Dopo il referendum, Salis non cambia idea: “Primarie sbagliate, non sosterrei nessuno”
- Postato il 24 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Non ho cambiato idea, le primarie sono sbagliate“. All’indomani del risultato del referendum sulla giustizia e mentre a livello nazionale, nel centrosinistra, c’è chi torna a parlare di primarie per stabilire chi – nel campo largo – sfiderà Giorgia Meloni alle prossime politiche, la sindaca di Genova Silvia Salis, più volte chiamata in causa come papabile candidata premier, ribadisce la sua contrarietà a un meccanismo che rischia solo, dice, di frammentare la coalizione.
“Le primarie sono sbagliate perché ti obbligano a mettere in contrapposizione due o più soggetti politici che in realtà sono nella stessa alleanza – continua, parlando a margine della presentazione di una quadrangolare di volley – tu dovresti fare, in pratica, campagna elettorale contro le persone che poi dovrebbero sostenere il tuo governo. Una cosa che trovo tecnicamente sbagliata, un messaggio di divisione che non sostengo, l’ho sempre detto, e il fatto che ci avviciniamo alle elezioni non cambierà la mia posizione. È uno sbaglio fare le primarie, bisognerebbe fare una discussione interna e trovare un leader in grado di guidare il campo progressista”.
A chi continua a tirarla per la giacca, in tal senso, come possibile candidata, Salis risponde: “Sono lusingata da questa attenzione ma come ho sempre detto sono la sindaca di Genova e non voglio partecipare, e come posso dirlo, lo dico fin da subito, se ci saranno le primarie non mi esprimerò per nessun candidato perché comunque tutti i partiti del campo progressista sostengono la mia esperienza amministrativa a Genova”.
Salis, quindi, in caso di primarie – se la coalizione scegliesse comunque questa modalità – si scansa da quella che sarà una futura corsa tra alleati. “Se ci saranno le primarie – aggiunge – non esprimerò alcun tipo di sostegno perché credo che qualunque cosa si dica in fase di, diciamo, campagna elettorale delle primarie, poi è qualcosa di divisivo che la destra userà contro il campo progressista durante la campagna elettorale nazionale. Per cui sono tutti elementi negativi dai quali dovremmo stare molto alla larga”.
Secondo la sindaca di Genova – “Ma parlo da elettrice di sinistra“, dice – “Ci sono due livelli di discussione, ci può essere una discussione interna, cioè i leader di partito tra di loro decidono chi è la persona più indicata per guidare la coalizione, che non è detto che sia un leader di partito, ma che potrebbe essere. E poi c’è invece la discussione dopo il voto. Cioè una coalizione che però scrive un programma chiaro, lo presenta alla nazione, prende i voti ogni partito e poi dalla somma di questi voti si capirà chi deve esprimere la leadership che, ripeto, potrebbe essere anche in quel caso il partito che ha preso più voti, ma non è neanche detto che lo sia. Comunque sono discussioni che vanno fatte senza generare divisioni all’interno del campo progressista. Almeno questa è la mia idea da elettrice di sinistra”.