Dopo anni la Russia torna a partecipare alla Biennale d’Arte di Venezia 2026: riapre il padiglione ai Giardini

  • Postato il 4 marzo 2026
  • Attualità
  • Di Artribune
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Era il 2022 quando gli artisti russi Kirill Savchenkov e Alexandra Sukhareva e il curatore lituano Raimundas Malašauskas annunciarono pubblicamente il loro ritiro dal padiglione russo alla Biennale Arte di Venezia di quell’anno: il loro impegno, avevano detto, era incompatibile con l’invasione dell’Ucraina. Per l’edizione seguente, nel 2024, la federazione russa aveva prestato il suo padiglione ai Giardini alla Bolivia. In entrambi i casi era stata una scelta autonoma: non era arrivato alcun diktat all’entourage russo da parte della Biennale, un’argomentazione che ha permesso agli organizzatori di difendere la propria decisione di invitare Israele in un nuovo spazio per la Biennale Arte 2026 nonostante il genocidio a Gaza e le relative proteste.

Il ritorno della Russia alla Biennale Arte di Venezia 2026

È grazie a uno scoop della testata americana ARTnews se oggi sappiamo che la Russia riapre il suo padiglione nazionale in vista dell’edizione 2026 della Biennale, in apertura il 9 maggio. A confermarlo è MikhailShvydkoy, delegato russo per gli scambi culturali internazionali ed ex ministro della cultura del Paese. Che ha messo subito un punto in chiaro: “Vorrei sottolineare che la Russia non ha mai lasciato la Biennale di Venezia. La stessa presenza del nostro padiglione, indipendentemente da ciò che vi si svolge, che si tratti di mostre dei nostri amici latinoamericani o dell’organizzazione di un centro educativo per l’intera Biennale, significa la presenza del nostro Paese nello spazio culturale di Venezia. Pertanto, poiché non siamo andati da nessuna parte, non stiamo “tornando”. Stiamo semplicemente cercando nuove forme di attività creativa nelle circostanze attuali“. 

Padiglione Russia
Padiglione Russia nel 2018

Cosa vedremo al padiglione russo alla Biennale Arte di Venezia 2026

Stando a Shvydkoy, saranno coinvolti più di 50 giovani musicisti, poeti e filosofi provenienti dalla Russia e da altri Paesi (tra cui Brasile, Mali, Messico e Argentina) in una mostra intitolata The Tree is Rooted in the Sky. La partecipazione plurinazionale, sottolinea il delegato, è “un’ulteriore prova che la cultura russa non è isolata e che i tentativi di “cancellarla” intrapresi negli ultimi quattro anni dalle élite politiche occidentali non hanno avuto successo. È proprio per questo che abbiamo deciso di creare un progetto in cui si possa ascoltare una polifonia multilingue di culture, culture che non si considerano periferiche rispetto all’Occidente”. 

In quest’ottica il padiglione fungerà da base per uno spazio di dialogo e scambio” andando a “rafforzare il senso di comunità internazionale, dicono gli organizzatori. Il focus, in linea con il tema della Biennale, sarà su “aree e pratiche periferiche, mettendo in mostra tradizioni, linguaggi musicali e approcci sperimentali che emergono lontano dai grandi centri culturali, ma proprio per questo conservano una potenza espressiva autentica e innovativa“. 

Il ritorno della Russia in Biennale, confermato dalla Biennale

Dopo lo scoop del 3 marzo, la Biennale ha confermato ufficialmente il 4 marzo la lista definitiva dei partecipanti, tra cui ha incluso la Russia. Da questa comunicazione sappiamo che la commissaria è Anastasiia Karneeva – figlia del vice Ad di Rostec, un appaltatore della difesa statale russo – che già era stata commissaria del padiglione 2022, poi saltato.

Per quanto riguarda gli artisti coinvolti, sono per la maggior parte russi. Sono Lizaveta Anshina, Ekaterina Antonenko, Vera Bazilevskikh, Antonio Buonuario, Serafim Chaikin, DJ Diaki, Marco Dinelli, Timofey Dudarenko, Faina, Zhanna Gefling, Oleg Gudachev, Atosigado y Herrica, Sofya Ivanishkina, Jaijiu, JLZ, Tatiana Khalbaeva, Alexey Khovalyg, Daria Khrisanova, Nikita Korolev, Oksana Kuznetsova, Roman Malyavkin, Petr Musoev, Artem Nikolaev, Veronika Okuneva, Valerie Oleynik, Georgy Orlov-Davydovsky, Yaroslav Paradovsky, Bogdan Petrenko, Alexey Retinsky, Ekaterina Rostovtseva, Antonina Sergeeva, Mikhail Spasskii, Lukas Sukharev, Alexey Sysoev, Olga Talysheva, Ilya Tatakov, Alexey Tegin, Maria Vinogradova.

Giulia Giaume

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Autore
Artribune

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