Donna morta dopo il parto a Lagonegro, disposta autopsia

Il Quotidiano del Sud
Donna morta dopo il parto a Lagonegro, disposta autopsia

Tragedia all’ospedale di Lagonegro, il Gruppo Tecnico del San Carlo indaga sulla morte dopo il parto di Francesca Nepita. Disposta l’autopsia, sequestrate le cartelle cliniche


Ha già effettuato una prima visita ieri mattina, domenica 8 febbraio 2026, il Gruppo Tecnico voluto dalla direzione generale del del San Carlo di Potenza per indagare sulla morte di Francesca Nepita, 36 anni, deceduta dopo il parto all’ospedale di Lagonegro.
La commissione ha avuto un incontro con tutto il personale coinvolto nella vicenda.

OSPEDALE DI LAGONEGRO, MORTE DOPO IL PARTO DI FRANCESCA NEPITA, GRUPPO TECNICO AVVIA INDAGINE


L’obiettivo è quello di capire cosa sia accaduto ma senza intralciare il lavoro della magistratura che ha aperto un fascicolo sulla tragedia. L’attività del Gruppo Tecnico dovrebbe essere anzi di ausilio all’autorità giudiziaria, così come avevano scritto dal San Carlo: «A tutela di quanti si rivolgono quotidianamente al nosocomio per i propri bisogni di salute, nonché degli operatori, impegnati costantemente nelle attività ospedaliere. Il Gruppo potrà, altresì, fornire alle Autorità competenti ogni elemento fattuale e documentale ritenuto utile per una trasparente definizione del triste evento occorso».

MORTE DOPO IL PARTO, APERTA INCHIESTA DALLA PROCURA


La Procura di Lagonegro apre un’inchiesta sulla tragedia. I magistrati dispongono l’autopsia sul corpo della donna, residente a Scalea, ma attendono ancora di fissarne la data. L’autorità giudiziaria trattiene la salma e sequestra le cartelle cliniche per accertare eventuali responsabilità.

DISPOSTA L’AUTOPSIA


Il ricovero di Nepita era avvenuto nella serata di venerdì 6 febbraio scorso. La donna, già madre di altre due figlie di 8 e 5 anni, era arrivata in ospedale per la sua terza gravidanza.
Il parto è avvenuto “in modo naturale”, ossia senza ricorrere al taglio cesareo.
Non si hanno ancora notizie ufficiali sulla dinamica di quello che è avvenuto dopo il parto – la bambina è nata sana e ora sta bene – registrato nella mattinata di sabato 7. Sembra che dopo il parto si sia registrata una grave emorragia della madre che, per la copiosa perdita di sangue, avrebbe avuto ben due arresti cardiaci. Il secondo ne avrebbe decretato il decesso, nonostante i tentativi disperati dei medici di salvarla.

IL SINDACO DI SCALEA IN CALABRIA ANNUNCIA IL LUTTO CITTADINO IN OCCASIONE DEI FUNERALI


Dunque ora la parola passa agli esami medico-legali e agli approfondimenti investigativi.
Bisognerà stabilire se vi siano state responsabilità di qualcuno nella concatenazione di procedure standard messe in atto per il parto o se la morte della donna sia legata a complicanze imprevedibili oppure a fattori per ora non presi in considerazione.
Il sindaco di Scalea, Mario Russo, aveva già annunciato avantieri che sarà proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali di Nepita.
Nell’edizione di ieri del Tg3 Basilicata il primo cittadino della cittadina calabrese ha assicurato il sostegno alla famiglia della donna qualora la vicenda dovesse finire davanti a un tribunale.
Il dramma ha scosso l’intera comunità di Scalea e tutto l’Alto Tirreno cosentino, ma messaggi di cordoglio e di dolore circolati in questi due giorni sui social network hanno accomunato persone che abitano anche molto lontano dalla Calabria.

LE REAZIONI ALLA MORTE DOPO IL PARTO DELLA GIOVANE CALABRESE IN BASILICATA


In Basilicata, a poche ore dall’accaduto, si erano registrate le reazioni del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e dell’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, che in una nota congiunta avevano dichiarato, tra l’altro: «In questo momento di incommensurabile sofferenza il nostro pensiero e l’abbraccio dell’intera comunità lucana vanno al marito, ai familiari e a quel bambino che dovrà crescere senza l’affetto della propria madre», per poi riferire «di aver già dato precise disposizioni ai vertici sanitari affinché si attivino immediatamente tutte le procedure interne necessarie per fare piena luce sull’accaduto. La direzione dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo ha subito istituito un gruppo tecnico interno con lo scopo di chiarire tutti gli aspetti della vicenda. L’obiettivo è ricostruire nei minimi dettagli la dinamica dei fatti e verificare la correttezza di ogni passaggio assistenziale».

MORTE DOPO IL PARTO NELL’OSPEDALE DI LAGONEGRO, UN DOLORE CHE UNISCE DUE COMUNITÀ

La tragica scomparsa di Francesca Nepita lascia un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia, ma in due intere regioni, la Basilicata e la Calabria, unite oggi in un dolore comune. Mentre la piccola nata sabato scorso riceve le cure dei sanitari, l’attenzione resta tutta rivolta agli accertamenti medico-legali. Sarà l’autopsia, nelle prossime ore, a dover fornire le prime risposte concrete e a stabilire se questa tragedia potesse essere evitata. La comunità lucana e quella di Scalea attendono con ansia che sia fatta piena luce, per dare giustizia a una madre strappata troppo presto ai suoi tre figli.

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