“La loro difesa aerea, l’Aeronautica, la Marina e la leadership sono sparite. Vogliono parlare. Ho detto ‘Troppo tardi!”. A scriverlo su Truth è il presidente Usa Donald Trump.
Per il New York Times il tycoon si sta giocando la presidenza
Trump è determinato a proseguire l’azione armata contro l’Iran malgrado le forti critiche che giungono dall’interno degli Stati Uniti. Scrive il New York Times che con la decisione di venerdì di autorizzare la guerra contro l’Iran, “Trump sta correndo la più grande scommessa della sua presidenza, mettendo a repentaglio la vita dei soldati americani, ulteriori morti e instabilità nella regione più instabile del mondo, nonché la sua stessa posizione politica”. Il quotidiano sottolinea che il tycoon “rischia la presidenza” con “l’aumento delle vittime, l’aumento dei prezzi del petrolio e l’espansione della guerra in tutta la regione”.
“Sei militari americani sono stati uccisi e alcuni jet militari statunitensi sono stati abbattuti. Gli investitori si stanno preparando alle turbolenze del mercato, temendo una prolungata interruzione delle forniture di petrolio. Il presidente Trump – ricorda il media americano – afferma che la campagna militare contro l’Iran potrebbe protrarsi per settimane, e il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato lunedì che ‘i colpi più duri devono ancora arrivare dall’esercito statunitense'”.
Conclude il New York Times: “Il signor Trump, di fronte al calo dei consensi e alla possibilità che i repubblicani perdano il controllo del Congresso alle elezioni di medio termine, ha gettato gli Stati Uniti in quello che si preannuncia come il conflitto militare più esteso dall’invasione dell’Iraq del 2003″.
Critiche a Trump dai democratici ed anche dai repubblicani
L’amministrazione Trump sta ricevendo diverse critiche all’operazione Iran. Critiche che ormai arrivano da entrambi i partiti. Domani il Senato voterà sulla risoluzione bipartisan proposta dal democratico Tim Kaine e dal repubblicano Rand Paul per per impedire che Donald Trump possa lanciare ulteriori attacchi senza l’approvazione del Congresso. Ai democratici servono almeno cinque voti repubblicani per l’approvazione, data la prevista opposizione del senatore democratico John Fetterman. Giovedì sarà la volta della Camera, con la risoluzione bipartisan del repubblicano Thomas Massie e del democratico Ro Khanna.