Domenico, bimbo trapiantato con cuore danneggiato: salgono a 7 gli indagati

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Domenico, bimbo trapiantato con cuore danneggiato: salgono a 7 gli indagati

Inchiesta per il dramma di Domenico, il bambino trapiantato con un cuore danneggiato: salgono a sette gli indagati tra medici e infermieri dell’ospedale Monaldi. Il legale chiede l’accusa di omicidio volontario per le presunte omissioni sul cuore danneggiato.


NAPOLI – Si aggrava e si allarga l’inchiesta sulla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e 4 mesi deceduto al Monaldi dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Il numero dei sanitari iscritti nel registro degli indagati oggi, 23 febbraio 2026, è salito da sei a sette: ai medici e paramedici già coinvolti si è aggiunta oggi una dirigente del nosocomio partenopeo. Al momento, invece, non risultano indagati tra il personale dell’ospedale di Bolzano, dove è avvenuto l’espianto.

L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, intanto, ha depositato in Procura una richiesta formale per aggravare l’ipotesi di reato, chiedendo di procedere per omicidio volontario con dolo eventuale. Il legale punta i riflettori sulle presunte omissioni dell’ospedale nei 45 giorni successivi all’intervento, prima che la vicenda diventasse di dominio pubblico. Secondo Petruzzi, la gestione clinica post-operatoria presenterebbe lacune ingiustificabili: «Fino a quel momento neanche una Tac cerebrale era stata fatta. Probabilmente ulteriori passaggi avrebbero rappresentato implicitamente un riconoscimento del fatto che c’era un problema?»

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«CUORE GHIACCIATO» E CARTELLA CLINICA

Il legale ha inoltre avrebbe chiesto una misura cautelare per il cardiochirurgo che ha eseguito l’impianto, ribadendo che l’intervento non rivestiva un carattere di urgenza assoluta: «Il trapianto poteva essere rinviato visto che Domenico non era moribondo e nella cartella clinica non è menzionato da nessuna parte l’ok per il cuore arrivato». Il punto più critico riguarda la presunta consapevolezza del danno all’organo, che sarebbe stata taciuta ai genitori: «Troviamo folle che all’interno della cartella clinica ci sia scritto proprio del cuore ghiacciato ma che un ospedale intero abbia taciuto la notizia alla mamma».

LE INDAGINI PER IL PICCOLO DOMENICO TRAPIANTATO CON UN CUORE DANNEGGIATO, INDAGATI, L’INCIDENTE PROBATORIO E LA REPLICA DEL MONALDI

I magistrati della Procura di Napoli hanno chiesto al GIP un incidente probatorio per cristallizzare le prove attraverso un’autopsia e una perizia collegiale. I periti dovranno chiarire se il muscolo cardiaco presentasse alterazioni dovute a errori nel trasporto (la questione del ghiaccio secco) o nella conservazione. Mentre da Bolzano l’assessore Hubert Messner difende l’operato dell’ospedale altoatesino dichiarando che tutto si è svolto “secondo protocollo”, il Monaldi ha replicato alle accuse dell’avvocato circa la mancanza del diario di perfusione: “Il tracciato è invece un allegato della cartella clinica”, precisando che il documento è già in possesso dell’autorità giudiziaria dal 20 gennaio e consegnato alla famiglia il 19 febbraio.

IL GRIDO DI MAMMA PATRIZIA

In attesa che il collegio peritale faccia luce sulle responsabilità, Patrizia Marcolino, la mamma di Domenico, continua a chiedere risposte: «È arrivato il momento della giustizia. Chiedo e voglio la verità, scopriremo tutto».

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