Docufilm sugli scacchi, il Puttino e Ruy Lopez girato tra Cutro e la Spagna
- Postato il 29 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Docufilm sugli scacchi, il Puttino e Ruy Lopez girato tra Cutro e la Spagna

Il regista Novellino parla del suo docufilm sulle vite di due campioni di scacchi, il Puttino e Ruy Lopez, riprese a Cutro e in Spagna.
CUTRO – Un documentario sul Puttino, il campione di scacchi vissuto nella seconda metà del XVI secolo, e sul rivale spagnolo che fu sconfitto dal cutrese nel corso di una memorabile sfida. È quello che potrebbe vedere la luce entro il 2027. Lo stanno girando il regista salernitano Antonello Novellino ed Antonio Quintanilla, autore madrileno, con alle spalle una co-produzione italo-spagnola-portoghese e la produzione esecutiva di Maribel Ruiz. Riprende così nuovo impulso un progetto, a cui il regista Novellino lavorava da anni, dedicato a due grandi scacchisti del 1500.
IL PUTTINO E RUY LOPEZ
Il lavoro ripercorre le gesta di Ruy Lopez de Segura e di Leonardo di Bona, detto il Puttino, a cominciare dalla partita di scacchi del 1575 svoltasi dinanzi alla corte di re Filippo II, al palazzo Escorial di Madrid. La sfida scacchistica viene rievocata, con kermesse storiche, a Cutro, nel Crotonese, e Zafra, in Extremadura, ogni anno. Kermesse che traggono origine dalla scena rappresentata nel quadro del pittore senese Luigi Mussini.
CUTRO E ZAFRA
Il documentario è stato in parte già girato a Zafra e Cutro. Qui, in particolare, al Puttino è dedicata una piazza su cui troneggia un obelisco con la sua statua bronzea che guarda su una scacchiera pavimentale gigante. Novellino fu l’ispiratore del gemellaggio tra Cutro e Zafra dal punto di vista scacchistico e culturale. La città spagnola di Zafra diede, infatti, i natali all’avversario del Puttino, il vescovo di Segura Ruy Lopez. Il gemellaggio fu siglato nel 2010. Principale promotore dell’iniziativa fu l’allora sindaco di Cutro Salvatore Migale, fautore del brand della “città degli scacchi”. Le due città condividono la stessa storia e il documentario va quindi a rafforzare il legame tra due culture europee.
LA VICENDA
La vicenda è nota. Storia e leggenda si intrecciano. Il Puttino fece finta di perdere le prime due partite e poi, quando il re annoiato stava per alzarsi, svelò che tutto era stato fatto ad arte. Vinse tre partite consecutive e chiese e ottenne dal re che il suo paese venisse esentato dalle tasse per un trentennio ed elevato al rango di città. Da qui l’idea degli amministratori comunali di Cutro di creare una serie di eventi intorno all’immagine della città degli scacchi. A Cutro fino a qualche anno fa si teneva anche un torneo internazionale di scacchi. Pure a Zafra si svolgono un torneo e a partita a scacchi viventi, anche se non è chiaro se in Spagna facciano vincere il Puttino.
ITALIA, SPAGNA, PORTOGALLO
«La mia intenzione – annuncia il regista Novellino al Quotidiano – è quella di tornare a Cutro per girare altre riprese durante l’evento scacchistico. Ma penso anche alla vicina Le Castella come set. Altre scene saranno girate in Portogallo». Il regista annuncia anche che è prevista anche «una parte di fiction». Ha tenuto duro dopo che il progetto negli anni scorsi si era arenato. Intanto, ha mantenuto i contatti con Cutro, e in particolare con Salvatore Perri, il funzionario comunale e infaticabile deus ex machina della partita a scacchi viventi. C’è un po’ il suo zampino dietro questo progetto che finalmente riacquista vigore.
PREMIO GOYA
E chissà se c’entra qualcosa anche la quasi omonimia della terra natale di Novellino, Puccino, con il Puttino. Novellino è originario, appunto, di Puccino, piccolo centro del Salernitano, una zona molto vicina alla Basilicata. Non a caso si definisce “campano-lucano”. Ma oggi il regista ha una maggiore forza produttiva. Spicca la sua candidatura al Premio Goya del 2026 quale direttore di produzione del progetto “Ciudad sin sueño/ Sleepless City”, in lizza per il prestigioso riconoscimento, una sorta di Oscar del cinema spagnolo.
DUE VIAGGIATORI
«Voglio rappresentare – svela ancora il regista – la storia di due viaggiatori. I giocatori di scacchi erano qualcosa di simile ai giocatori di poker di oggi. In fondo – osserva – quello degli scacchi era l’unico gioco d’azzardo dell’epoca, perché durante le partite si scommettevano grosse cifre. Per questo le partite erano molto rapide, non lunghe come oggi, ciò che induce molti a ritenere che gli scacchi siano un gioco noioso».
GLI SCACCHI PROIETTANO NEL FUTURO
Il Puttino, però, aveva una marcia in più. Fu capace di battere il vescovo spagnolo che era una sorta di divinità degli scacchi dell’epoca. «Fu l’unico in grado di sconfiggerlo. E il mito – osserva ancora Novellino – trae origine anche dalle sue fattezze simili a quelle di un angioletto». L’idea di fondo, però, è sempre quella originaria. «Fare conoscere la storia dell’Extremadura e la Calabria per incentivare il turismo e attirare nuovi investimenti. Peccato – aggiunge il regista – che a Cutro si sia persa la tradizione del torneo internazionale di scacchi. Oggi, invece, c’è un rinnovato interesse per il gioco deli scacchi, come dimostra anche una serie televisiva di successo. Gli scacchi – conclude – ci proiettano nel futuro, ci aiutano a capire le mosse degli altri, a elaborare strategie».
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VIAGGI NELLA MENTE
Proliferano i progetti culturali intorno alla figura del campione di scacchi cutrese. Proprio un’immagine tratta dal quadro del 1871, che oggi fa parte della collezione del Monte dei Paschi di Siena, è la copertina del libro del diplomatico Mario Boffo “Il cavaliero errante”, edito da Castelvecchi nel 2022. Un raffinato romanzo storico che ripercorre le vicende del Puttino, come era stato ribattezzato il campione calabrese per le sue fattezze, e rappresenta gli scacchi come metafora della vita. Come giusta filosofia per liberarsi da gravami e difficoltà. Ma a contribuire a diffondere il gusto per il “nobil giuoco” è oggi anche la serie Netflix “La regina degli scacchi”. Viaggi nella mente.
Il Quotidiano del Sud.
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