Djokovic, un forfait molto "tattico": rinuncia a Miami per un problema alla spalla e va ad allenarsi sulla terra
- Postato il 16 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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La primavera americana di Novak Djokovic è giunta a rapida conclusione. Prima con la sconfitta con Jack Draper, poi con l’annuncio del forfait in vista del secondo Masters 1000 stagionale, quello in programma a Miami dalla fine della settimana corrente. A costringere il serbo a rinunciare alla trasferta in Florida sarebbe stato un problema alla spalla destra, anche se nello scarno comunicato dato alle stampe per rendere partecipi i suoi fedeli tifosi dell’indisponibilità a poter scendere in campo non sono stati dati ulteriori dettagli. Tanto che più d’uno pensa che la decisione sia legata soprattutto alla necessità di riposare e preparare nel modo migliore possibile e con più tempo a disposizione i primi impegni sulla terra europea.
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Una rinuncia che sorprende pochi: stessa metodologia delle Finals
Un anno fa Djokovic era tornato a giocare a Miami dopo 6 anni di assenza, cedendo un po’ a sorpresa in finale con un doppio 7-6 a Jakub Mensik. Tra l’altro in Florida il serbo ha trionfato per 6 volte in carriera, a riprova di un feeling che soprattutto nella prima parte della carriera non era mai venuto meno, sebbene l’ultimo successo sia datato 2016 (e in quel caso fu il terzo consecutivo: batté in finale Kei Nishikori, oggi sprofondato oltre la posizione numero 400 del ranking).
Il problema alla spalla destra che ha annunciato per motivare il forfait in realtà non è una novità nei comunicati stampa di Nole: è lo stesso medesimo infortunio che l’aveva “costretto” a saltare le Nitto ATP Finals di novembre, il tutto a favore di Lorenzo Musetti che poté partecipare al round robin.
Musetti che peraltro sarà il primo a beneficiare del ritiro di Djokovic nel prossimo Masters 1000, dal momento che da testa di serie numero 4 del tabellone avrà la possibilità di scalare un gradino e avere (sulla carta) un cammino meno insidioso, al netto poi della reale condizione di forma che mostrerà dopo i problemi accusati a Indian Wells (e prima ancora in Australia). Anche se a Miami è tutto un “mistero”, dal momento che gli organizzatori sembrerebbero intenzionati a non mostrare il sorteggio live del tabellone, comunicandolo direttamente dopo averlo composto.
Zverev torna numero 3, Musetti (e non solo) possono sognare la 4
La motivazione addotta da Djokovic lascia pensare dunque che il forfait sia più “tattico” che realmente legato a un problema fisico. Anche perché nelle 3 partite disputate a Indian Wells il serbo è apparso in ottima condizione di forma, tanto da cedere soltanto dopo una lunga battaglia negli ottavi di finale contro Draper.
La rinuncia a Miami costerà Nole la terza posizione nel ranking, dal momento che dovrà scartare i 650 punti della finale dell’anno passato (Zverev ne deve difendere appena 100: il sorpasso è già automatico). Addirittura Musetti, qualora dovesse spingersi in finale, sopravanzerebbe il balcanico salendo alla numero 4 (tecnicamente potrebbero sopravanzarlo anche de Minaur, Auger-Aliassime, Shelton e Fritz, ma soltanto in caso di vittoria del torneo).
Insomma, non un forfait a cuor leggero, ma a Djokovic ormai dei numeri e della classifiche poco importa: lui pensa soltanto ai bersagli grossi, e Parigi (inteso come Roland Garros) evoca sempre dolci ricordi, specialmente pensando al trionfo olimpico di due anni fa contro Alcaraz. La terra diventa il prossimo terreno di caccia del serbo: è la superficie dove vanta la minor percentuale di vittorie (di poco inferiore all’81%), con 21 titoli all’attivo (tra cui il primo di tutti, quello di Amersfoort del 2006). E lo slam parigino, vinto tre volte in carriera (ha pur sempre vissuto nell’epoca d’oro di Rafael Nadal…), già oggi rappresenta il vero bersaglio al quale mirare nelle settimane a venire. Tanto da far sembrare indolore anche rinunciare a Miami.