Djokovic sa come fermare il tempo: "Voglio sentirmi ancora giocatore e vincere altri slam". E plaude all'Italia
- Postato il 26 marzo 2026
- Di Virgilio.it
- 5 Visualizzazioni
Il tempo scorre veloce, ma Novak Djokovic conosce la formula per rallentarne l’incedere. Perché a 38 anni abbondanti sul campo insegna ancora ai più giovani come e cosa si deve fare per vincere, e a quanto pare il tutto gli riesce ancora piuttosto bene. Una marea di record alle spalle (428 settimane in vetta al ranking, 101 titoli conquistati e molti altri ancora) ma un futuro che in qualche modo attende ancora pagine bianche, pronte ad essere scritte con un inchiostro speciale. E poco male le se lancette continuano a scorrere: Hublot, uno dei suoi tanti sponsor, gli ha preparato 101 pezzi originali di un orologio appositamente ispirato alla sua legacy. Piccoli dettagli che nel mondo del tennis (e non solo) fanno spesso la differenza.
- I ricordi più belli: "Parigi 2024 in cima alla lista"
- Obiettivi prossimi e più a lunga scadenza
- Nole rende omaggio all'Italia (nel tennis e non solo)
I ricordi più belli: “Parigi 2024 in cima alla lista”
Nole intanto è tornato ad allenarsi dopo aver deciso di rinunciare a giocare a Miami, adducendo il solito problema alla spalla destra (lo stesso che lo aveva “consigliato” di rinunciare alle Finals, dove “mandò” Musetti appena dopo averlo battuto ad Atene nell’ultimo match disputato nel 2025).
La terra rossa europea lo attende con la voglia di rimpinguare il proprio bottino personale, ma intanto in questo periodo di pausa dai tornei non è mancato un momento per guardarsi indietro e ripercorrere alcuni momenti della sua carriera. Soprattutto quelli belli, con uno in particolare che sembra stuzzicare la fantasia di Djokovic. “Se c’è un momento che vorrei rivivere all’infinito, quello è sicuramente il successo ottenuto alle olimpiadi di Parigi 2024. Lì rappresentavo il mio paese e credo che una gioia come l’ho provata quel giorno sul campo principale dello Chatrier non l’ho mai provata in tutta la mia vita. Anche se ce ne sarebbero molti altri ancora di successi rimasti “congelati” nel tempo”.
Così come non manca qualche buon rimpianto: “Chi non ne ha? Ci sono state delle partite che non sono andate come avrei voluto e a volte ho preso delle decisioni sbagliate, ma non ci penso troppo e penso soltanto ad andare avanti”.
Obiettivi prossimi e più a lunga scadenza
Il futuro che bussa alle porte potrebbe prevedere un orizzonte temporale di due anni, fino a Los Angeles 2028, il posto dove Nole ha detto spesso e volentieri di voler chiudere la carriera. Il focus è però soprattutto concentrato sui tornei dello slam. “Mi piacerebbe vincere qualche altro titolo, ma per farlo so che devo essere in forma e mantenermi ad alto livello.
Il tennis peraltro sta cambiando rapidamente e vorrei essere parte integrante di questo cambiamento: ho tanti progetti come giocatore, ma anche come padre per i miei figli e so che arriverà presto il giorno in cui viaggerò di meno e ci sarò di più con loro. Ho anche tanti progetti lavorativi in mente legati al mondo del wellness, della salute fisica e di quella mentale. Lì so di dover dare ancora il mio contributo”.
Nole rende omaggio all’Italia (nel tennis e non solo)
L’ultimo pensiero Nole lo rivolge al tennis italiano, quello che negli ultimi anni ha avuto una crescita maggiore rispetto ad ogni altra nazione. “L’Italia è forse il Paese più importante nella storia dell’umanità, ha un’eredità straordinaria legata a molteplici ambiti e io stesso posso dire di aver avuto un rapporto speciale con essa.
Quello che ha fatto a livello tennistico negli ultimi 10-15 anni è qualcosa di incredibile, perché ha vinto tanto prima in campo femminile e poi in quello maschile e in questo momento è sicuramente la nazione di riferimento per il nostro sport. Posso solo congratularmi con chi ha reso possibile tutto questo. Che poi potrei andare avanti per ore a parlare dell’Italia, delle sue tradizioni, della sua lingua bellissima e della sua gente… quindi solo tanto di cappello!”.