Djokovic, bordata a Sinner e Alcaraz: "Non saranno mai come Federer e Nadal". Nole sa che può batterli ancora
- Postato il 7 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Novak Djokovic ora ci crede ancor più di prima. Se alla vigilia degli Australian Open quello di Nole assomigliava a un sogno proibito, a una sorta di “mission impossibile”, adesso il suo proposito di continuare a rompere le scatole – o a mettere i bastoni tra le ruote, dir si voglia – ai nuovi dominatori del tennis mondiale, appare meno campata in aria. Uno dei due, Jannik Sinner, l’ha battuto in semifinale. L’altro, Carlos Alcaraz, l’ha spaventato in finale, vincendo il primo set in modo netto e perentorio. Il lieto fine poi non si è concretizzato, ma il fuoriclasse serbo sa di avere tutte le carte in regola per riprovarci.
- Australian Open, la provocazione che ha scatenato Djokovic
- Nole stuzzica Jannik e Carlos: "Federer e Nadal erano un'altra cosa"
- Il grande tennis di ieri: l'emozione di Djokovic per Roger e Rafa
Australian Open, la provocazione che ha scatenato Djokovic
Chissà quanto ha influito, nella grande prestazione di Djokovic contro Sinner, quella domanda provocatoria di un giornalista dopo il quarto di finale vinto in modo fortunoso grazie al ritiro di Lorenzo Musetti. La considerazione su Nole costretto a “inseguire” Sinner e Alcaraz alla stregua del precedente “inseguimento” a Federer e Nadal, forse, ha dato una spinta in più al serbo, che già in sala stampa aveva risposto per le rime: “Inseguire? Vuoi che ti ricordi quanti Slam ho vinto in carriera? Non mi sembra una cosa carina da dire”. A farne le spese, però, è stato soprattutto Sinner, ribaltato in semifinale al termine di un match epico.
Nole stuzzica Jannik e Carlos: “Federer e Nadal erano un’altra cosa”
Proprio a Sinner e Alcaraz è stata destinata una singolare “bordata” da parte di Djokovic che, intervenuto al talk show “(Ne)uspjeh prvaka”, traducibile come “(In)successi dei campioni”, ha confidato a Slaven Bilic che Jannik e Carlos non saranno mai all’altezza degli altri due big con cui s’è cimentato. “Sinner e Alcaraz sono due giocatori fantastici, li vedremo per molti anni”, ha assicurato Djokovic. “Dal mio punto di vista, però, Federer e Nadal sono insostituibili“. In altre parole: l’italiano e lo spagnolo non saranno mai all’altezza di King Roger e di Rafa, i suoi due degni rivali degli anni passati.
Il grande tennis di ieri: l’emozione di Djokovic per Roger e Rafa
Proprio il ritiro di Federer e Nadal in qualche modo ha segnato lo stesso Djokovic. “Una parte di me ha lasciato il tennis insieme a loro”, ha confidato Nole senza trattenere un pizzico d’emozione. “Da quando tutti e due non sono più in campo ho sentito qualcosa di diverso dentro di me. E oggi so che sono un’altra persona rispetto a quando giocavano loro due. Non pensavo che sarebbe stato così, invece lo è e faccio fatica a crederci“. Tra l’altro, tanto rispetto a Federer quanto con Nadal, il bilancio di Djokovic è positivo: contro Roger il serbo ha ottenuto 27 vittorie in 50 partite, contro Rafa 31 vittorie in 60 incontri.