Discriminazione salariale, precarietà, multitasking. Uil: “Anche quest’8 marzo il conto lo pagano le donne”

  • Postato il 4 marzo 2026
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cavicchioli

Genova. In vista della celebrazione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, dal rapporto di Data Lab del sindacato Uil Liguria emerge un quadro rassicurante solo all’apparenza: a fronte di un aumento delle occupate in Liguria, persistono importanti contraddizioni del mercato del lavoro e una discriminazione definita “serpeggiante” dal sindacato.

Tra il 2019 e il 2024 la retribuzione media femminile sale da 16.629,95 euro a 18.837,23 euro (+13,3%), quella maschile da 25.668,11 euro a 28.254,58 euro (+10,1%). Il gender pay gap scende dal 35,2% al 33,3%, ma la differenza assoluta passa da 9.038 euro a 9.417 euro.

Il part-time femminile involontario passa dal 50,9% al 51,8% con il lavoro stagionale che passa da 116.230 unità a 127.007 unità.

“Pesa come un macigno sulla continuità lavorativa femminile la mancata condivisione del lavoro di cura: Calano le occupate nella fascia d’età compresa tra 35 e 39 (-14,1%) e 40 e 44 (-21,3%), un crollo vertiginoso che mostra chiaramente l’impegno gravoso delle donne schiacciate tra l’accudimento dei figli e il supporto agli anziani – dice Roberta Cavicchioli, segretaria confederale UIL Liguria – il recupero delle donne over 50 (50-54 +37,8%, 55-59 +89,9%, 60-64 +213,3%) è invece dovuto ai figli che crescono e agli anziani che muoiono. Questo dimostra quanto le misure di conciliazione e i servizi esistenti siano nettamente insufficienti. Fatica ad affermarsi una cultura della condivisione del lavoro di cura e mancano gli strumenti per favorire un cambio di approccio. Ci riferiamo, ad esempio, alla bocciatura della proposta di legge sui congedi parentali paritari. In questo contesto, il welfare arretra, i servizi educativi e socio sanitari annaspano, la sanità boccheggia e il conto lo pagano sempre le donne”,

“Chiamate a gestire simultaneamente responsabilità familiari e lavorative, le donne incorrono con maggiore frequenza in disturbi da stress lavoro-correlato e in situazioni di burn-out”, fanno notare la sindacato.

“Lo stress si cronicizza con un aumento degli infortuni in itinere per le donne che lavorano e che si occupano di tanto altro – chiude Cavicchioli – a tal proposito la Uil Liguria lancerà la discussione a Genova per il prossimo 26 marzo, ‘Sicurezza femminile plurale’ sarà il titolo del convegno al quale parteciperà la segretaria nazionale della UIL Ivana Veronese”.

Autore
Genova24

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