Direttiva anticorruzione, il Parlamento Ue approva: “L’Italia dovrà reintrodurre l’abuso d’ufficio”

  • Postato il 26 marzo 2026
  • Giustizia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Approvata la direttiva anticorruzione a Bruxelles, ora l’Italia dovrà adeguarsi e “reintrodurre il reato d’abuso d’ufficio” che il governo Meloni ha smantellato. A dirlo, la stessa presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola: “Se vedo ai voti all’interno del Consiglio Ue, l’Italia ha votato a favore di queste regole. Quindi spero che la direttiva sia applicata”. A lei si è aggiunta la relatrice Raquel Garcia Hermida: “Il mandato è molto chiaro”.

Il via libera del Parlamento europeo è arrivato con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astenuti. L’atto stabilisce a livello Ue le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue. Presente nella lista un articolo dedicato all’abuso d’ufficio definito “esercizio illecito di funzioni pubbliche” e su cui la direttiva chiede che gli Stati membri adottino le misure necessarie per fare in modo che “costituiscano reato determinate violazioni gravi della legge derivanti dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico”.

Il nuovo quadro mira a colmare le lacune nell’applicazione delle norme modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni. I Paesi Ue potranno dunque adottare norme più severe e adattarle ai propri sistemi giuridici. La cooperazione tra autorità nazionali e organismi Ue, tra cui l’Olaf, Procura europea, Europol ed Eurojust, sarà rafforzata, insieme allo scambio di informazioni e al coordinamento. Gli Stati membri dovranno inoltre pubblicare ogni anno dati comparabili e leggibili, per migliorare la trasparenza e il processo decisionale basato sull’evidenza. I paesi Ue dovranno infine adottare e aggiornare regolarmente strategie nazionali anticorruzione, coinvolgendo la società civile, nonché effettuare valutazioni dei rischi e garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e garantire la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici.

Il nuovo quadro mira a colmare le lacune nell’applicazione delle norme modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni. I paesi Ue potranno dunque adottare norme più severe e adattarle ai propri sistemi giuridici. La cooperazione tra autorità nazionali e organismi Ue, tra cui l’Olaf, Procura europea, Europol ed Eurojust, sarà rafforzata, insieme allo scambio di informazioni e al coordinamento. Gli Stati membri dovranno inoltre pubblicare ogni anno dati comparabili e leggibili, per migliorare la trasparenza e il processo decisionale basato sull’evidenza. I paesi Ue dovranno infine adottare e aggiornare regolarmente strategie nazionali anticorruzione, coinvolgendo la società civile, nonché effettuare valutazioni dei rischi e garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e garantire la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici.

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Il Fatto Quotidiano

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