Depositi chimici, Terrile: “Entro fine anno una prima versione del piano regolatore portuale”

  • Postato il 24 marzo 2026
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porto petroli

Genova. “Tra ottobre e dicembre potremmo avere una prima versione del piano regolatore portuale, abbiamo fatto diversi incontri con l’autorità portuale per proseguire in questo percorso, dopo la sentenza del consiglio di Stato di fatto, sul tema del dislocamento dei depositi chimici da Multedo, si riparte da zero, con la consapevolezza che dovrà essere l’authority a individuare una collocazione che rispetti i criteri di sicurezza e si trovi in area demaniale”.

Così il vicesindaco e assessore con delega al Porto, Alessandro Terrile, intervenendo in consiglio comunale in un giorno in cui il tema è stato affrontato sia all’interno della Sala rossa, con un ordine del giorno presentato dal centrodestra (e bocciato) e all’esterno, con un incontro tra lo stesso vicesindaco e una delegazione dei comitati di Multedo che, dopo anni di promesse e burocrazie, si trovano ad avere i depositi di Superba e Carmagnani ancora vicini alle loro case.

“La città ha perso molti anni seguendo un percorso che non era il percorso corretto – ha detto Terrile – noi abbiamo sempre detto che i depositi chimici vanno ricollocati in ambito portuale e l’opportunità è che proprio in questi mesi si sta mettendo mano al nuovo piano regolatore portuale, quindi dovrà essere il nuovo piano regolatore portuale a individuare una o più aree adatte alla delocalizzazione, quindi alla nuova collocazione dei depositi costieri”.

Quale possa essere la soluzione, il vicesindaco chiarisce, ancora una volta: “Non decidiamo in casa di altri, ma nelle aree soggette alla giurisdizione del Comune di Genova, quindi non in porto, non esistono luoghi dove si possano delocalizzare i depositi chimici che, comunque, vanno posizionati in prossimità delle banchine”.

Oggi alcuni esponenti dei comitati, tra cui uno dei portavoce, Gian Piero Cellerino, dicono di avere avanzato proposte alternative: “Raccogliamo con favore tutte le proposte – afferma Terrile – ma non si tratta di un brainstorming, si tratta di una procedura che si scontra con un percorso amministrativo molto complesso e con questioni di operatività, le proposte che ci sono state fatte sono proposte che incidono su aree in concessione a soggetti terzi, che andrebbero coinvolti”.

Sul tema dell’opzione zero, sollevato anche in consiglio comunale dall’ordine del giorno del centrodestra (che chiede di escluderla), la posizione di Terrile è quella del Pd ma parla anche a quelle forze del campo largo, come Avs, che la auspicano: “L’opzione zero ci convince poco per una questione di fondo, che l’opzione zero non vuol dire che non ci saranno più i depositi, vuol dire che rimangono lì. Perché, diciamo, non è nella potestà di nessun ente quello di far chiudere attività economiche che sono attualmente autorizzate”.

Da parte loro, gli esponenti dei comitati di Multedo, hanno chiesto una risposta allo loro istanze, una volta per tutte. “Viviamo da anni accanto a una bomba che potrebbe esplodere – dice Gian Piero Cellerino – la Carmagnani è lì dal 1934, la Superba è arrivata più recentemente, ma “potrebbe” è un termine poco adatto perché è già successo. Abbiamo avuto morti. Personalmente io sono scappato da casa mia quando la Superba ha avuto un deposito esploso a causa di un fulmine. Quella volta ho preso mia figlia, l’ho avvolta in una coperta e sono scappato. Mia figlia aveva due anni. Mia figlia adesso sta per andare in pensione, ha 51 anni. Quindi ne è passata di acqua sotto i ponti e soprattutto noi abbiamo appreso delle conoscenze molto approfondite per cercare di capire la strada da percorrere”.

“Abbiamo offerto il nostro aiuto di conoscenze – prosegue – io come portavoce e anche il presidente del comitato, Goffredo Ferretto, siamo due chimici. Quindi sappiamo di cosa stiamo parlando, sappiamo quali sono i termini usati in tutto il mondo per calcolare le distanze di sicurezza. Sappiamo che le distanze di sicurezza prevedono in questo momento che la camera da letto della mia casa è all’interno della area di sicura letalità in caso di incidente. Questo è un dato di fatto incontrovertibile. Noi contestiamo l’uso di dire “portiamoli lontano dalle case”, perché “lontano dalle case” è un termine che non ha nessun significato. Noi chiediamo che vengano portati a distanza di sicurezza dalle case”.

Sul fronte politico, in aula, la discussione attorno al documento presentato dal centrodestra e che impegnava sindaco e giunta a promuovere “un tavolo tecnico-istituzionale con AdSP e Regione Liguria per individuare, entro tempi brevi e certi, un’area idonea al trasferimento dei depositi chimici, ma anche a escludere categoricamente la cosiddetta opzione zero, lavorando affinché il trasferimenoc avvenga in un sito che garantisca il massimo distanziamento dalle zone residenziali, lacsicurezza delle operazioni portuali e la salvaguardia dei livelli occupazionali”.

L’odg, respinto dalla giunta e dalla maggioranza perché considerato strumentale in alcuni passaggi, invita anche a “riferire periodicamente alla commissione consiliare competente circa l’avanzamento dei dialoghi con l’AdSP, la Regione Liguria e i Ministeri interessati, al fine di garantire la massima informazione su una scelta che condizionerà l’assetto urbanistico e industriale di Genova per i prossimi decenni, infine a partecipare quanto prima ad un’assemblea pubblica a Multedo per ascoltare le preoccupazioni della cittadinanza e condividere le soluzioni che la civica amministrazione intenda adottare per la delocalizzazione dei depositi”.

Autore
Genova24

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