Delitto di Garlasco, che cos’è il DNA Y? Cosa identifica e come si usa nelle indagini forensi
- Postato il 27 novembre 2025
- Cronaca
- Di Blitz
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Nella giornata del 27 novembre, una nuova perizia disposta dal Tribunale di Pavia ha aggiunto un elemento rilevante al lungo e complesso caso dell’omicidio di Chiara Poggi. La genetista incaricata ha analizzato il DNA rinvenuto sotto le unghie della giovane durante le prime indagini, restituendo un risultato significativo: il materiale genetico presenta un’elevatissima compatibilità con il DNA Y appartenente alla linea maschile della famiglia di Andrea Sempio. In particolare, la corrispondenza riguarda 12 marcatori su 16 previsti dal kit biostatistico utilizzato dalla polizia scientifica nell’incidente probatorio.
Va però sottolineato che, trattandosi di DNA Y, non è possibile attribuire con certezza il profilo a un singolo individuo, ma soltanto alla linea paterna di riferimento. La nuova analisi non chiude quindi il cerchio, ma rafforza un elemento investigativo ritenuto fino a oggi secondario.
Differenze tra DNA nucleare e mitocondriale
Per comprendere meglio la portata della scoperta, è utile ricordare come si compone il DNA umano. La maggior parte del materiale genetico si trova nel nucleo cellulare: si parla in questo caso di DNA nucleare, il vero “manuale d’istruzioni” dell’organismo, ereditato per metà dalla madre e per metà dal padre. Ogni individuo possiede un profilo nucleare unico, fattore che lo rende fondamentale per l’identificazione forense e i test di parentela.
Accanto al DNA nucleare esiste poi il DNA mitocondriale, contenuto nei mitocondri, che viene trasmesso esclusivamente dalla madre. Questo tipo di DNA è particolarmente utile nelle indagini quando i campioni sono degradati o ridotti, grazie alla sua presenza in migliaia di copie per cellula. Può essere recuperato, ad esempio, anche dai capelli privi di bulbo, rendendolo prezioso in situazioni in cui il DNA nucleare non è più disponibile.
Il DNA Y e il suo valore forense
Il DNA Y è un segmento specifico del DNA nucleare, situato sul cromosoma Y, presente solo nei maschi. Poiché viene trasmesso quasi identico di padre in figlio e non si ricombina con il cromosoma X, rappresenta una sorta di “firma genetica” familiare, condivisa tra padre, figli maschi, zii paterni e cugini della stessa linea. Proprio per questa caratteristica, il DNA Y non consente l’identificazione di una persona specifica, ma permette di circoscrivere con precisione una linea genealogica maschile.
Nelle indagini forensi trova impiego soprattutto in situazioni particolari, come nei casi di violenza sessuale con mescolanza di materiale genetico maschile e femminile, perché consente di isolare il contributo maschile. Tuttavia, non può sostituire l’analisi del DNA autosomico – la componente più ampia del DNA nucleare – che resta la vera carta d’identità genetica individuale.
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