Dego diventa meta turistica di gite scolastiche grazie alla presenza della barriera corallina

  • Postato il 19 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Barriera corallina dego

Dego. Una storia vera affascinante che può diventare un volano culturale e turistico per la Valbormida: la presenza della barriera corallina a Dego, da anni oggetto di studi da parte di paleontologi europei, ha tutte le carte in regola per vivere una nuova stagione di gloria grazie alla volontà del Comune che, rinnovando la convenzione stipulata nel 2022 con l’Università di Genova, punta a promuovere un sito incastonato nel mare verde e naturalistico del comprensorio.

Pensare che in quella che oggi è una distesa di alberi e boschi nuotava il leggendario megalodon, lo squalo “dal grande dente” vissuto nell’epoca preistorica del Miocene e di cui proprio a Dego sono stati ritrovati dei frammenti ossei, sembra impossibile, eppure ciò che gli studiosi hanno appurato su quelle pareti rocciose è la testimonianza inequivocabile di un passato eloquente seppur lontano circa 28 milioni di anni fa.

Proprio nella giornata di ieri, 17 marzo, si è tenuto un incontro tra gli esperti universitari del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita e il Comune di Dego che ha portato alla proroga della convenzione triennale per valorizzare e tutelare la barriera corallina fossile fino al 2028, per la quale è stata messa a bilancio una somma di sei mila euro (due mila per ogni anno) in favore della ricerca curata dall’ateneo genovese.

Come ha spiegato in alcune sue pubblicazioni il docente Antonino Briguglio, Professore Associato in Paleontologia e Paleoecologia  al DiSTAV, “la barriera corallina è ricca di coralli, alghe, molluschi, ricci di mare e tanti microorganismi che popolavano il fondale marino. Questi resti fossili sono estremamente importanti per ricostruire la paleogeografia, il clima della antica Liguria e le caratteristiche dell’antico mare che la bagnava (le sue correnti, la torbidità e il pH dell’acqua). Il sito di Dego è peculiare perché racconta la storia del reef stesso, dalla sua nascita, la sua espansione, la sua diversità fino alla sua morte per soffocamento a causa di un ambiente sempre meno favorevole alla sua crescita. Detto così sembra di parlare di qualcosa di molto attuale legato ai cambiamenti climatici, ma questa storia è vecchia di milioni di anni e ora è immersa nel bosco e non più a mare. È questo che rende la paleontologia una scienza fondamentale per studiare la risposta degli organismi alle variazioni climatiche. I paleontologi studiano la storia degli organismi sulla Terra (quasi 700 milioni di anni di eventi climatici) e riescono a vedere cosa è successo quando le temperature erano troppo alte, o troppo basse, quando i vulcani hanno riempito l’atmosfera di gas o quando un asteroide ha colpito il nostro pianeta. Parlare di cambiamenti climatici moderni senza avere contezza di cause e conseguenze dei tantissimi cambiamenti climatici passati è pericoloso. Ed è qui che Dego con i suoi coralli entra prepotentemente nella scena globale e ci mostra chiaramente cosa accade se l’ambiente contrasta la crescita di un reef”.

Proprio dalla storia e dal passato si basa uno dei progetti di rilancio del paese. “Siamo riusciti a far inserire Dego nei cataloghi turistici per i viaggi di istruzione, e dal prossimo anno scolastico potrebbe essere sede di gite e di percorsi formativi – commenta il sindaco Franco Siri – Ecco quindi la necessità di creare un progetto, ideato dal mio vice Corrado Ghione, che punti alla scoperta delle realtà aziendali e associative, in modo da accogliere i futuri studenti non solo per la loro formazione ma anche sul piano della ricettività“.

Autore
Il Vostro Giornale

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