Decreto maltempo: più di un miliardo per i danni del ciclone Harry. M5s: “Provvedimento tampone”

  • Postato il 19 febbraio 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il Consiglio dei ministri dà il via al decreto-legge e alle delibere di protezione civile per fronteggiare l’emergenza provocata dal ciclone Harry in Calabria, Sicilia e Sardegna, a partire dal 18 gennaio 2026 e la frana di Niscemi, in Sicilia. Totale: oltre 700 milioni di euro mobilitati attraverso il decreto e 400 milioni stanziati con la deliberazione di protezione civile (che si aggiungono ai 100 milioni deliberati il 29 gennaio scorso). “Dall’inizio dell’emergenza sono state messe a disposizione risorse per oltre 1,2 miliardi di euro” sintetizza il Consiglio dei ministri in una nota diffusa a tarda ora. Nel decreto si definiscono le procedure per il riconoscimento dei contributi a favore di soggetti privati e imprese che hanno subito danni a edifici, beni mobili e attività economiche. Saranno i presidenti delle tre Regioni colpite, in quanto commissari delegati, a disporre gli interventi necessari a sostegno delle famiglie e imprese colpite dalle violente mareggiate e dall’ondata di maltempo nelle aree interne e al ripristino delle infrastrutture danneggiate. E vengono rafforzate le loro capacità operative per l’attuazione degli interventi di somma urgenza, la gestione delle macerie e il ripristino delle infrastrutture strategiche e della rete viaria.

Capitolo dedicato a Niscemi

Per la frana di Niscemi, ha spiegato dal ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, si è invece deciso “di seguire un percorso diverso, con la nomina di un commissario straordinario, ossia il capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano”. Come preannunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la sua visita dei giorni scorsi, per fronteggiare le conseguenze della frana di Niscemi sono stanziati 150 milioni che serviranno per gli interventi, da adottare d’intesa con la Regione Sicilia e sentito il sindaco. Dalla definizione di programmi per la prevenzione strutturale e la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico alla demolizione degli edifici pubblici e privati. Si introducono, così, disposizioni straordinarie per la messa in sicurezza e il consolidamento del versante interessato dalla frana, prevedendo l’accelerazione delle procedure di appalto per le opere di pubblica utilità e la gestione commissariale delle attività di ripristino. Il commissario dovrà provvedere all’erogazione del contributo per una nuova casa alle famiglie che hanno dovuto abbandonare per sempre la loro e all’esecuzione dei lavori necessari sul versante franoso.

Le altre misure: dai versamenti tributari al nodo delle assicurazioni

Sono anche previsti interventi per la sospensione dei termini in materia di tributi e contributi finanziari, semplificazioni in materia ambientale, sostegno al reddito dei lavoratori subordinati del settore privato e dei lavoratori autonomi. È prevista, infatti, la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari, contributivi e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i residenti e le imprese operanti nei comuni individuati dai provvedimenti di protezione civile. Per le medie, piccole e micro-imprese danneggiate, inoltre, anche in risposta alle polemiche delle scorse settimane, non si applica temporaneamente l’esclusione dai contributi prevista per la mancata stipula dei contratti assicurativi contro le calamità, a condizione che la polizza venga sottoscritta entro sessanta giorni dalla percezione del contributo statale. Nel frattempo, Arera ha disposto la sospensione per sei mesi del pagamento di bollette dei servizi essenziali a favore della popolazione colpita. Previsto anche il sostegno in favore delle imprese esportatrici e delle attività produttive del settore turistico.

Le prime reazioni

Per il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani “si tratta di un segnale concreto di attenzione e vicinanza alle nostre comunità” e “una conferma della sensibilità e della tempestività con cui l’esecutivo nazionale sta seguendo l’evolversi della situazione”. E ricorda che la Regione ha destinato 680 milioni di euro di risorse proprie per far fronte all’emergenza e per sostenere la ricostruzione. “Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri rafforza in modo significativo il sostegno alle comunità colpite dal ciclone Harry, assicurando un quadro di risorse adeguato ad accompagnare cittadini e imprese nella fase della ripresa” è il commento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra. Di parere opposto i parlamentari siciliani del M5S Daniela Morfino, capogruppo in commissione Ambiente e Pietro Lorefice, segretario di presidenza del Senato: “Con oltre 2 miliardi di danni stimati dal ciclone Harry, definire risorse striminzite il miliardo di euro che il governo ha deciso di stanziare col decreto maltempo è poco. Stiamo parlando di territori letteralmente devastati, con strade, ferrovie e infrastrutture divelte, danni capillari che si estendono su un’ampissima quantità di comuni”. Per i parlamentari M5S si tratta di un “decretino tampone” dopo quattro manovre di tagli alla gestione del rischio idrogeologico.

Calabria alle prese con la conta dei danni

In Calabria si fa fatica a tornare alla normalità. Ancora di più a causa dei ritrovamenti – sulle coste di Calabria e Sicilia – dei corpi delle persone che stavano attraversando il Mediterraneo. Almeno quindici quelli trovati nei giorni scorsi. Un’altra ferita, l’ennesima. Tra le situazioni più complesse, quella dei Laghi di Sibari, dove si è verificato un vero e proprio disastro. Come ricordato ieri dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto “i danni sono ancora da quantificare”. Tanto che è stato chiesto al capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, di mandare tecnici per fare una quantificazione”. E ha aggiunto: “Molti degli eventi che hanno riguardato la Calabria produrranno purtroppo degli effetti nei prossimi giorni. Abbiamo terreni che sono saturi e quindi, probabilmente, ci saranno degli smottamenti che vanno monitorati”. Nel frattempo, il fiume Crati continua ad essere fonte di preoccupazione. Secondo le ricognizioni effettuate finora da Coldiretti Calabria, sono oltre 3mila, inoltre, gli ettari complessivamente colpiti dal maltempo in tutta la regione, con circa 900 ettari completamente sommersi dall’acqua nella sola area interessata dall’esondazione del fiume Crati.

Sicilia, contributi anche alle imprese che non sono sui litorali

Per quanto riguarda la Sicilia, frane e allagamenti per il maltempo nelle scorse ore hanno creato a Messina disagi ai cittadini e alla viabilità. Una frana lungo la provinciale 45 ha provocato il crollo del manto stradale. Si tratta della stessa strada già danneggiata dal maltempo a inizio gennaio e sulla quale la Città metropolitana aveva avviato lavori di consolidamento e messa in sicurezza. Nel frattempo, la Regione ha esteso i contributi straordinari per i danni del ciclone Harry alle imprese che non ricadono sui litorali e hanno subito danni diversi da quelli causati dalle mareggiate. L’avviso, gestito dal dipartimento regionale delle Attività produttive e da Irfis, segue quello già pubblicato nei giorni scorsi che riguardava, invece, stabilimenti balneari e aziende attive sulle zone costiere. Una circolare congiunta dei dipartimenti regionali dell’Ambiente, dei Beni culturali e dell’identità siciliana e Tecnico, inoltre, prevede procedure più snelle per la ricostruzione delle strutture balneari danneggiate dal ciclone Harry. Il provvedimento, firmato dall’assessore Giusi Savarino e dai dirigenti generali, dovrebbe rendere più semplice l’iter burocratico per effettuare gli interventi di ripristino dei manufatti ricadenti in concessioni demaniali marittime che hanno subito danni o siano stati distrutti.

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