De Zerbi, la vergogna e le scuse: Marsiglia si interroga sul serio ma c'è un caso che va oltre il calcio
- Postato il 29 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Beffato! L’ultima serata di Champions League per Roberto De Zerbi e il suo Olympique Marsiglia è stata una vera e propria beffa, visto che la sua squadra è capitolata per 3-0 nella tana del Brugge e la concatenata affermazione con due reti di scarto all’ultimo secondo del Benfica di Josè Mourinho contro il Real Madrid (la firma è quella del portiere Trubin) è costata l’estromissione dalla coppa dei campioni del club francese che ha chiuso il percorso al 25esimo gradino. E l’ex tecnico di Sassuolo e Brighton ha scelto termini netti per descrivere quanto accaduto attorno al suo OM: “vergogna” e “scuse”, riprovando al termine della conferenza stampa a ricucire uno strappo che non riguarda solo il campo, ma un rapporto sempre più complicato con l’ambiente e con la stampa francese.
- L’eliminazione che pesa
- Le critiche calcistiche a De Zerbi
- Scontro con la stampa e l’attacco di Dugarry
- “Mi trattano così perché sono italiano”
- Il passaporto col tricolore
- Un caso che supera il risultato
L’eliminazione che pesa
L’uscita dalla Champions League rappresenta un fallimento pesante per il Marsiglia, non solo dal punto di vista sportivo ma anche economico e d’immagine. La squadra di Roberto De Zerbi ha pagato prestazioni altalenanti, una continuità mai realmente trovata e alcune fragilità emerse proprio nelle notti decisive, quelle che separano il progetto dall’ambizione. Il verdetto europeo ha riacceso dubbi già presenti: l’OM gioca, costruisce, prova a comandare il gioco, ma spesso fatica a essere concreta. Un limite che in Champions si paga caro e che ha finito per esporre il tecnico a critiche sempre più dirette.
Le critiche calcistiche a De Zerbi
Sul piano tecnico, le accuse mosse all’allenatore sono chiare. Si parla di una squadra troppo fragile difensivamente, di una gestione dei momenti chiave non sempre lucida e di un calcio che, pur riconoscibile, non riesce a tradursi in risultati quando il livello si alza. Alcuni osservatori francesi sottolineano come il Marsiglia non abbia ancora trovato un equilibrio stabile tra possesso e verticalità, tra idea e pragmatismo. L’eliminazione dalla Champions ha rafforzato la sensazione che il progetto De Zerbi sia affascinante, ma incompleto, soprattutto per una piazza che vive di aspettative immediate.
Scontro con la stampa e l’attacco di Dugarry
Nel clima già incandescente è esploso anche il fronte mediatico. De Zerbi ha puntato il dito contro una parte della stampa e degli opinionisti, accusati di alimentare un clima negativo. A colpire è stato soprattutto l’intervento di Christophe Dugarry, che ha attaccato duramente il tecnico parlando di ego eccessivo e di un allenatore che, a suo dire, non avrebbe ancora dimostrato abbastanza per giustificare certi toni. Parole che hanno contribuito ad allargare la frattura, trasformando il dibattito da tecnico a personale e l’eliminazione europea, in questo senso, ha fatto da detonatore.
“Mi trattano così perché sono italiano”
Il punto più delicato arriva però quando Roberto De Zerbi va oltre il campo. Secondo il tecnico, una parte delle critiche sarebbe legata al fatto di non essere francese. Al termine del match contro il Club Brugge, l’allenatore italiano non ha nascosto la propria delusione: “Cosa c’è da dire dopo una partita così? Bisogna stare zitti e alzare le mani. Ma io vado dritto per la mia strada. Il solo responsabile sono io, è stata una vergogna e chiedo scusa a tutti, per prima cosa ai tifosi”. Parole nette, cariche di autocritica e amarezza, rivolte alla piazza marsigliese sempre esigente ma, questa volta, scossa più dai risultati che dalle emozioni.
Il passaporto col tricolore
L’allenatore, inoltre, ha lasciato intendere che, con un passaporto diverso, il giudizio sarebbe stato più morbido. Un’affermazione che ha diviso l’opinione pubblico: da un lato chi comprende lo sfogo di un allenatore sotto pressione dopo l’eliminazione dalla competizione più importante a livello europeo, dall’altro chi respinge l’idea di una discriminazione, ricordando come a Marsiglia la critica sia storicamente feroce con chiunque. Una frase che ha diviso l’opinione pubblica: per alcuni una diagnosi sincera di una pressione percepita come ingiusta, per altri una generalizzazione che sposta il dibattito dal piano tecnico a quello identitario.
Un caso che supera il risultato
La sensazione è che l’eliminazione dalla Champions League abbia portato a galla un problema più profondo. Non solo risultati, ma gestione dell’ambiente, comunicazione e identità. Roberto De Zerbi si trova ora a dover difendere il suo progetto in una piazza che chiede certezze immediate, mentre il Marsiglia è chiamato a decidere se continuare a credere in un percorso che richiede tempo. Le parole “vergogna” e “scuse” restano il simbolo di un momento delicato, l’OM è fuori dall’Europa che conta e si interroga sul futuro, mentre il caso De Zerbi ha ormai superato i confini del campo, diventando un tema culturale, mediatico e identitario.