Ddl stupri, la proposta della Bongiorno senza la parola “consenso” è il nuovo testo base, ok dalla Commissione al Senato

  • Postato il 27 gennaio 2026
  • Politica
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Il testo base del disegno di legge sulla violenza sessuale è quello proposto da Giulia Bongiorno, relatrice del provvedimento e senatrice della Lega, nella nuova versione che aumenta le sanzioni e da cui scompare la parola “consenso”. La commissione Giustizia del Senato ha votato per l’adozione di questo testo base. A favore ha votato tutto il centrodestra, contro tutte le opposizioni (Pd, M5s, Italia viva e Avs).

La proposta Bongiorno, al centro di forti polemiche, ha quindi modificato il testo approvato all’unanimità alla Camera nel novembre scorso grazie un accordo bipartisan tra la presidente del Consiglio e la leader del pd Elly Schlein. Ora è stata introdotta la “volontà contraria” a un rapporto sessuale e non più il “consenso libero e attuale” che, in caso di assenza, avrebbe definito il reato di violenza.

Previsto, inoltre, un aumento delle sanzioni da 7 a 13 anni di reclusione nei casi di atti sessuali con violenza, minacce e abuso di autorità e da 6 a 12 anni per quelli compiuti contro la volontà della vittima. Questi ultimi aspetti sono stati aggiunti nella riformulazione presentata oggi dalla relatrice (nella prima versione, le pene erano di 6-12 anni nel primo caso e di 4-10 nel secondo).

Giulia Bongiorno
Ddl stupri, la proposta della Bongiorno (nella foto Ansa) senza la parola “consenso” è il nuovo testo base, l’ok dalla Commissione al Senato – Blitz Quotidiano

“Anche la presidente della commissione Giustizia e relatrice del disegno di legge sulla violenza sessuale, Giulia Bongiorno, ha votato e l’esito finale è di 12 voti favorevoli e 10 contrari”, ha riferito la senatrice del Pd Valeria Valente, al termine del voto.

Sul ddl, i gruppi del Pd e del M5s avevano chiesto di non votare l’adozione del testo base e di riaprire la discussione sul testo approvato alla Camera (fondata sul principio del consenso a un rapporto sessuale, e non della “volontà contraria” introdotta dal nuovo testo). Hanno chiesto anche ulteriori audizioni. Nella riunione si è alzata la tensione con interventi molto accesi nei toni.

Le parole della Bongiorno

“Molti hanno parlato del mio testo senza leggerlo, altri l’hanno letto e l’hanno deformato. Il mio testo mette al centro la volontà della donna, non crea nessuna inversione dell’onere della prova. Per la prima volta in Italia quando non c’è né consenso né dissenso c’è una presunzione di dissenso nei cosiddetti casi di freezing. Quindi una svolta a favore delle donne. Chi dice il contrario, a mio avviso, forse forse dovrebbe riflettere”, ha detto Bongiorno entrando nella commissione Giustizia del Senato.

La deputata leghista, nel rispondere alla domanda se abbia o meno con la premier Giorgia Meloni, ha spiegato: “Io non credo sia corretto parlare delle interlocuzioni all’interno della maggioranza”. Al termine della commissione Giustizia del Senato, la Bongiorno ha detto che “nel primo testo presentato, su richiesta del Pd espressa nella seduta del 13 gennaio, siccome si erano opposti all’innalzamento delle pene, avevo fatto una graduazione nel senso di una riduzione. Siccome, da quello che ho capito, non è una cosa decisiva l’aumento delle sanzioni, invece per me sono decisive, perché per me la violenza è gravissima, allora nel testo di oggi voi potrete leggere un aumento di pena per la violenza senza consenso e se c’è violenza per costrizione addirittura da 7 a 13 anni, quindi un doppio aumento di pena”.

 

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Blitz

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