Dazi di Trump, Berta (Unione Industriali): “Primo rallentamento nell’export, ma decisiva sarà la reazione interna Usa”
- Postato il 3 aprile 2025
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “L’agroalimentare e il comparto della meccanica-macchinari sono i settori più sensibili, ma bisognerà vedere nel medio-lungo termine le esatte e precise ripercussioni per l’economia savonese e vedere, al tempo stesso, quale sarà la reazione interna agli Stati Uniti su beni e prodotti si cui hanno necessità e forte richiesta”.
Lo ha detto il direttore dell’Unione Industriali di Savona Alessandro Berta, nel primo giorno di applicazione dei nuovi dazi made in USA voluti dal presidente Trump, che stanno creando forti preoccupazioni sulla tenuta dell’export verso il mercato statunitense.
Secondo i dati della Camera di Commercio di Savona, le esportazioni verso gli Stati Uniti, nel 2024, hanno fatto registrare per il territorio della provincia di Savona un incremento del 6,4% rispetto al 2023, dal valore di 244,829 milioni di euro.
“Quello che si è verificato nell’ultimo periodo è un iniziale rallentamento delle produzioni indirizzate verso gli Usa, un aspetto, ad esempio, che ha riguardato la stessa portualità e la complessiva movimentazione del traffico merci. Questo, però, è accaduto prima che si conoscesse nel dettaglio tempistiche ed entità relative all’applicazione dei nuovi dazi” ha aggiunto ancora Berta.
“Ora la situazione è diversa e non bisogna alimentare facili e inutili allarmismi rispetto alla situazione del commercio internazionale e ai possibili effetti negativi sulle nostre imprese. Inoltre, è necessario distinguere tra beni e prodotti di lusso, come l’alta moda o altro ancora, che non avranno contraccolpi, mentre per altri prodotti primari e ad ampio consumo si dovrà attendere, appunto, anche la risposta interna agli Stati Uniti“.
“Fermo restando l’attenzione sui nuovi dazi e sull’andamento dei nostri prodotti nell’export e in un mercato che era in espansione, è ancora presto, quindi, per tirare delle somme vere e proprie“.
“E’ evidente che resta ancora la preoccupazione, ma vedremo la reazione e solo nei prossimi mesi si potranno avere riscontri oggettivi sulle eventuali ricadute: d’altronde è accaduto nel 2022 con l’export verso la Russia, in quel caso non si poteva esportare e le imprese hanno cercato nuovi mercati, quindi tratta di vedere se i beni saranno o meno acquistati e in che quantità” conclude il direttore dell’Unione Industriali.