Dazi, Conte attacca: “Meloni chiami Trump e gli dica ‘Italia first’ ed ‘Europa first’. È lo scendiletto Usa”. Su La7
- Postato il 3 aprile 2025
- La7
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Se fossi stato presidente del Consiglio, avrei sicuramente chiamato Trump, come peraltro è successo in passato, e gli avrei detto: ‘Caro Donald, tu stai avviando uno scontro, ma sappi che l’Italia non potrà che essere compattamente con l’Unione Europea. Mi auguro che potremo trovare un compromesso, ma se tu dici America First, io dirò sempre Italia First ed Europa First’. E soprattutto, se fossi stato presidente del Consiglio, non avrei mai commesso l’errore che è stato fatto dalla Meloni“. Sono le parole pronunciate a Coffee break (La7) dal presidente del M5s, Giuseppe Conte, a proposito dei ‘dazi doganali reciproci’ annunciati da Donald Trump con 150 paesi del mondo.
Critica tagliente di Conte alla presidente del Consiglio: “Ricordo che io ho subito già questa iniziativa da parte di Trump, perché gli Usa, e in particolare lui e la sua amministrazione, sono ossessionati dal riequilibrio della bilancia commerciale. E io già gli dissi a suo tempo che quella tra Ue e Usa era la relazione commerciale più importante del mondo, perché c’è uno scambio tra beni e servizi equivalente a 4 miliardi e mezzo. Conclusi l’accordo della Via della seta proprio per diversificare il mercato. E oggi Meloni ha accumulato un altro fallimento, ma il tempo è galantuomo”.
E aggiunge: “Mentre io spiegai a Trump che, come lui tutelava gli interessi degli Usa, io dovevo tutelare quelli dell’Italia, Meloni, essendo ormai uno scendiletto di Washington chiunque stia alla presidenza degli Usa, per fare una cortesia a Biden, da patriota irresponsabile, ha strappato quell’accordo con la Cina. E oggi è costretta ad andare col cappello in mano come premier dell’ultimo dei paesi europei, perché sarà scavalcata dalla Francia e dalla Germania che hanno conservato ottime relazioni con la Cina. Noi saremo in fila da ultimi chiedendo uno spazietto a Xi Jinping“.
“Però siamo in buona compagnia”, obietta il conduttore Andrea Pancani.
“No, no – ribatte Conte – nessuno ha strappato l’accordo con la Cina. E quindi partiamo svantaggiati, perché Meloni ha stracciato quell’accordo con Xi Jinping per compiacere gli americani. L’Italia andrà in Cina col cappello in mano, sarà sicuramente così. Poi Tajani e Meloni potranno dire tutte le loro frottole in mondovisione, ma la realtà è durissima. E infatti Meloni, quando è andata in Cina, è stata accolta molto freddamente da Xi Jinping. Questo governo sta facendo disastri inenarrabili”.
Pancani menziona poi il “libro bianco made in Italy 2030”, ovvero la politica industriale che il governo Meloni intende realizzare nei prossimi 5 anni e che dovrebbe essere presentato a maggio. “Ma quale libro bianco – ironizza il leader del M5s – sarà il libro nero purtroppo. Ieri Meloni ha fatto una grande manifestazione a Palazzo Chigi, con luci, riflettori, i maestri della cucina italiana. Ma nel frattempo sono stati annunciati i dazi di Trump: una situazione paradossale. Stamattina ha detto che si chiude a Palazzo Chigi per lavorare sul problema dei dazi. Voglio ricordare che era da tanto tempo che si sapeva dell’arrivo dei dazi di Trump”.
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