Davos è troppo piccola? Il Wef valuta il cambio di sede
- Postato il 22 gennaio 2026
- Economia
- Di Agi.it
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Davos è troppo piccola? Il Wef valuta il cambio di sede
AGI - I dirigenti del World Economic Forum (WEF) stanno valutando se il meeting annuale più importante dell'organizzazione debba cambiare sede, temendo che l'evento abbia superato le dimensioni della sua tradizionale sede alpina di Davos. Lo rivela il Financial Times, secondo il quale Larry Fink, presidente di BlackRock e co-presidente ad interim del consiglio di amministrazione del WEF, ha discusso privatamente diverse opzioni, tra cui lo spostamento definitivo del summit da Davos o l'utilizzo di sedi a rotazione. Tra le sedi prese in considerazione figurano Detroit e Dublino.
Secondo quattro fonti a conoscenza dei colloqui, Fink intende rimodellare il forum, ampiamente criticato perché ritenuto troppo elitario e fuori dal mondo, sostenendo che l'accesso dovrebbe estendersi oltre i leader politici e imprenditoriali. Il WEF dovrebbe "iniziare a fare qualcosa di nuovo: presentarsi - e ascoltare - nei luoghi in cui il mondo moderno è effettivamente costruito", ha scritto Fink. Anche un dirigente senior interno del WEF ha riconosciuto che Davos, che ospita l'incontro annuale da quasi sei decenni, si sta dimostrando inadeguata di fronte alle dimensioni di un forum che è diventato "vittima del suo stesso successo", attirando decine di migliaia di partecipanti, inclusi capi di stato e dirigenti della società civile.
Le sfide logistiche e l'inadeguatezza di Davos
La carenza di alloggi, gli elevati costi della sicurezza e le limitate infrastrutture fisiche sono stati riconosciuti dai funzionari del WEF come problemi crescenti, specialmente in vista di una partecipazione record. L'arrivo di figure di alto profilo, come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, complicherà ulteriormente le sfide logistiche legate al vertice. Nonostante le difficoltà, mantenere il WEF in Europa rappresenta una priorità per molti alti dirigenti del forum, e il governo svizzero desidera che l'organizzazione mantenga forti legami con la Svizzera.
Cambiamenti ai vertici e problemi di governance
Le discussioni sulla sede coincidono con importanti cambiamenti ai vertici del WEF. Larry Fink e il vicepresidente di Roche, André Hoffmann, subentrano come presidenti ad interim del consiglio di amministrazione. Questi cambiamenti seguono le dimissioni del fondatore del WEF, Klaus Schwab, avvenute ad aprile. Schwab si è dimesso a seguito di accuse di illeciti finanziari e problemi di governance. Sebbene un'indagine successiva abbia scagionato Schwab dall'accusa di illeciti materiali o condotta criminale, riscontrando solo alcune "irregolarità", l'inchiesta ha aperto una nuova pagina, spingendo la direzione ad interim a riconsiderare i piani futuri del forum.
La posizione ufficiale e le resistenze alla delocalizzazione
Ufficialmente, il World Economic Forum continua a sostenere la sede di Davos. I direttori del WEF hanno pubblicamente sottolineato l'importanza storica della sede alpina, che genera anche importanti entrate e investimenti turistici per la regione. È probabile che anche il governo svizzero e alcune delle sue principali aziende si oppongano fermamente a qualsiasi decisione di delocalizzazione. Tuttavia, il Financial Times ha notato che sia BlackRock sia il WEF hanno preferito non rispondere alle richieste di commento riguardo le valutazioni in corso.
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