Darderi vuole la Davis, ma sono con l'Italia: "Ho fatto una scelta e non torno indietro. Se Volandri mi vuole..."
- Postato il 3 marzo 2026
- Di Virgilio.it
- 3 Visualizzazioni
A Santiago del Cile ha conquistato il primo trofeo del 2026, ma da qui a pensare che Luciano Darderi abbia già la pancia piena ce ne passa. Perché il tennista di Villa Gesell, 24 anni compiuti un paio di settimane fa, quest’anno ha deciso di alzare sensibilmente l’asticella: lunedì prossimo sarà numero 18 del mondo, ma l’obiettivo dichiarato è provare ad avvicinare la top ten, distante oggi un migliaio di punti o poco più. Ce n’è però un altro di obiettivo che Luciano ha ribadito di voler inseguire con tutte le proprie forze: disputare un incontro di Davis Cup con la maglia della nazionale italiana, proposito che stronca sul nascere tante dicerie che negli ultimi tempi lo hanno messo sul banco degli imputati.
- Una certezza scolpita nella roccia: "Gioco solo per l'Italia"
- I rapporti (ottimi) con gli altri italiani (ma pure con gli argentini)
Una certezza scolpita nella roccia: “Gioco solo per l’Italia”
Perché Darderi è argentino, pensa argentino, vive (sostanzialmente) argentino. Ma da quando ha 12 anni ha deciso di trasferirsi in Italia assieme al papà Gino e al fratello Vito per inseguire il sogno di diventare un giocatore professionista, provando a misurarsi con un ambiente più variegato e stimolante rispetto a quello che avrebbe trovato nel continente sudamericano.
La possibilità di avere il doppio passaporto (Darderi è chiaramente un nome di origini italiane) in questo senso ha aiutato le scelte della famiglia di Luciano, che adesso si sente pronto a fare un passo avanti anche in ottica di una convocazione da parte del capitano Volandri. “Ho sempre detto e ribadito che mi sento un giocatore italiano, e quando vado in campo gioco per l’Italia”, ha ribadito Luciano alla rivista Clay.
“Quando gioco cerco unicamente di restare concentrato su quello che c’è da fare e non do alcuna importanza alle voci che arrivano dall’esterno. So che qualcuno ha cercato di rilanciare la proposta di farmi convocare dall’Argentina, ma ho fatto una scelta chiara tanto tempo fa e non vedo perché dovrei tornare sui miei passi”. Magari perché in Argentina la concorrenza è minore, pensando ai vari Sinner, Musetti, Cobolli e Berrettini (ma anche Arnaldi e Sonego, oltre ai doppisti Bolelli e Vavassori) che rappresentano un ventaglio di scelta notevolmente superiore rispetto a quello dell’albiceleste, che poggia le basi sui fratelli Cerundolo, su Baez ed Etcheverry.
I rapporti (ottimi) con gli altri italiani (ma pure con gli argentini)
Darderi la sua decisione sembra averla presa, e non ha paura di confermarla. “Conosco tutti i giocatori italiani perché da un decennio a questa parte li ho incontrati un po’ in tutti i tornei che ho giocato. È una cosa abbastanza normale, e non a caso con tutti posso dire di essere in buoni rapporti, sebbene lo stesso vale anche per i miei colleghi argentini.
Quando viaggi insieme hai tanto tempo per parlare e confrontarti, quindi è naturale stringere amicizia”. Con tutti, forse tranne che con Sinner: “Ma perché lui parla veramente poco quando è in campo, anche se ogni tanto fuori si diverte a fare battute. In realtà dietro le quinte è divertente”.