Dalla telefonia ai pagamenti digitali: gli analisti disegnano il futuro di Poste-Tim
- Postato il 31 marzo 2025
- Di Panorama
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Tim cambia ancora proprietà. È la quinta volta da quando fu privatizzata nel 199/: un arco che parte dalla Razza Padana di Colaninno e Gnutti a Poste Italiane vendo acquistato la quota di Vivendi è ora il principale azionista del gruppo con il 24,8%. Questo passaggio certamente destinato a restare stabile per molto tempo apre a molteplici scenari che potrebbero ridefinire il panorama delle telecomunicazioni in Italia.
Sinergie in cantiere
Gli analisti di Banca Akros evidenziano come questo acquisto rappresenti un’opportunità per generare sinergie industriali tra le due società, con l’obiettivo di consolidare il mercato delle telecomunicazioni in Italia. In particolare, la presenza di Poste come primo azionista di Tim potrebbe favorire una governance più solida e aprire nuove opportunità per il rafforzamento della struttura di capitale di Tim, con potenziali risparmi di costi e un incremento significativo dell’ebitda.
Le sinergie tra Poste e Tim potrebbero manifestarsi in vari ambiti. Un’area strategica di collaborazione riguarda i servizi di rete e mobile: la collaborazione di PostePay con la rete mobile di Tim a partire dal 2026 potrebbe offrire vantaggi reciproci, consentendo a Poste di integrare i suoi servizi di pagamento con la solida infrastruttura mobile di Tim. Inoltre, la vasta rete di uffici postali di Poste Italiane (oltre 12.400 punti vendita) potrebbe rappresentare un canale privilegiato per espandere la penetrazione dei servizi Tim nel segmento consumer.
Anche sul fronte delle partnership industriali, ci sono importanti sviluppi. Gli analisti di Equita e Mediobanca sottolineano che l’alleanza tra le due società potrebbe estendersi anche a settori complementari come i servizi ICT, la sicurezza informatica, e i contenuti media, con la possibilità di esplorare anche nuove opportunità nell’ambito dell’energia e dei servizi assicurativi e finanziari.
Il ruolo di Iliad. Uno degli aspetti più interessanti dell’operazione riguarda il possibile coinvolgimento di Iliad, uno degli attori emergenti nel mercato delle telecomunicazioni in Italia. Secondo gli analisti, l’integrazione tra Tim e Iliad – soprattutto per quanto riguarda le attività consumer di entrambe le aziende – potrebbe essere una mossa decisiva per il consolidamento del settore italiano delle telecomunicazioni. Le trattative in corso suggeriscono che una simile fusione potrebbe portare a una maggiore competitività e a un’ottimizzazione delle risorse.
Il giudizio degli analisti
Gli analisti finanziari guardano con favore al nuovo assetto azionario di Tim, riconoscendo il valore strategico dell’ingresso di Poste. La visione di Poste, infatti, è vista come un fattore positivo per il gruppo, che potrebbe beneficiare di una gestione più stabile e di una governance più efficiente. Secondo Equita, la sinergia tra Poste e Tim avrà un impatto significativo, con la possibilità di ottimizzare i costi e aumentare l’efficienza operativa. Il focus sul consolidamento del mercato delle telecomunicazioni in Italia è considerato cruciale per garantire la competitività di entrambe le realtà.
Allo stesso tempo, gli analisti di Intermonte avvertono che le potenziali sinergie necessitano di un’analisi più approfondita, che verrà probabilmente dettagliata nel prossimo piano industriale congiunto di Tim e Poste. Se le previsioni si concretizzeranno, i benefici economici derivanti dalla collaborazione potrebbero essere considerevoli, con risparmi sui costi e un potenziale incremento dell’ebitda che, secondo alcune stime, potrebbe arrivare fino al 24% sul mercato domestico di Tim.