Dalla Cgil: “Nel savonese si continua ad ammalarsi e morire di lavoro. I dati del 2025 sono drammatici”

  • Postato il 17 gennaio 2026
  • Economia
  • Di Il Vostro Giornale
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Cgil Savona

Savona. Sicurezza sul lavoro, la enuncia di Cgil di Savona: “A Savona e provincia si continua ad ammalarsi e morire di lavoro. I dati del 2025 sono drammatici: 8 morti sul lavoro, oltre tre mila le denunce di infortunio, un 25 per cento in più di malattie professionali. Grave anche la situazione sul fronte delle ispezioni – seppur il dato è parziale e si riferisca solo alle ispezioni dell’Inps – visto che nel 2024, ci sono state 26 ispezioni in tutta la provincia (circa 2 al mese), 23 aziende irregolari su 26 ispezionate (88,5%), 223 lavoratori coinvolti”.

E proseguono dal sindacato: “Un dato che certifica la grave carenza di personale ispettivo e la grandissima percentuale di irregolarità.
Gli appalti e i subappalti sono il cuore del problema. In provincia di Savona il 90% degli infortuni avviene nella filiera degli appalti e subappalti, sia pubblici che privati, in particolare nell’edilizia, settore con il più alto numero di incidenti mortali”.

“La catena dei subappalti a cascata continua a essere una delle principali cause di morte sul lavoro – denuncia la CGIL – eppure nel decreto del Governo non è previsto alcun reale stop a questa pratica, né l’istituzione della Procura nazionale del lavoro, né il reato di omicidio sul lavoro, né il patrocinio gratuito per le famiglie delle vittime”.

“Un’emergenza nazionale. A morire sono soprattutto operai e lavoratori ricattabili, spesso anziani: una vittima su tre ha più di 60 anni. L’INAIL conferma che il rischio aumenta con l’età, segno di un sistema che sfrutta fino all’ultimo chi non ha alternative. Si piangono i morti, ma non si cambia nulla. La sicurezza non può essere una voce di costo. Finché il profitto verrà prima della vita, a morire saranno sempre i lavoratori – concludono dalla Cgil – Se questa non è un’emergenza, allora cos’è? Basta operai-cidi”, chiediamo un cambio di rotta: più contrattazione, più investimenti, più diritti, lavoro stabile e di qualità, rafforzamento dei servizi pubblici e politiche industriali vere per il territorio”.

Autore
Il Vostro Giornale

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