Dal Kenya al Marocco. Ecco i progetti italiani per l’Africa
- Postato il 12 febbraio 2026
- Economia
- Di Formiche
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Tra poche ore Giorgia Meloni volerà ad Addis Abeba per fare il famoso tagliando al Piano Mattei, nell’ambito della riunione plenaria della 39esima sessione ordinaria dell’Assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana, alla quale la premier parteciperà in qualità di ospite d’onore. Un’occasione anche per fare il punto della situazione sull’ambiziosa strategia italiana per l’Africa. Questi, in breve, i principali progetti legati al piano.
In Algeria, per esempio, si lavora alla nascita del Centro di formazione Enrico Mattei. L’iniziativa punta a rafforzare la cooperazione nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione in ambito agricolo e agroalimentare per il continente africano, attraverso la creazione a Sidi Bel Abbes di un centro di eccellenza dedicato alla memoria del fondatore dell’Eni. Il progetto intende fungere da hub regionale per la formazione professionale avanzata e il trasferimento di competenze tecnologiche.
E poi, sempre in Algeria, c’è il progetto di recupero di terreni semi-aridi destinati alla produzione agricola, che prevede lo sviluppo integrato di coltivazioni e impianti per la trasformazione alimentare. L’iniziativa, che coinvolge il gruppo italiano Bonifiche Ferraresi, si configura come modello di collaborazione pubblico-privata orientato al rafforzamento delle filiere locali, alla creazione di occupazione qualificata e all’introduzione di tecniche di agricoltura rigenerativa ad alta tecnologia. Si tratta, ad oggi, del più rilevante investimento italiano in un progetto agricolo innovativo nel Mediterraneo meridionale.
Passando alla Costa d’Avorio e all’Angola, qui il piatto forte è il corridoio di Lobito, ma non solo. In Costa d’Avorio, i principali progetti portati avanti riguardano il finanziamento a supporto del progetto di sviluppo rurale per il polo agro-industriale nel nord-est del Paese. Il contributo del Fondo italiano per il clima servirà a co-finanziare il progetto per il Polo agro-Industriale nel Nord-Est – 2Pai-Ne sviluppato dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) con il governo della Costa d’Avorio. Un’altra iniziativa è relativa al rafforzamento del settore sanitario per garantire cure di qualità per mamme e neonati in Costa d’Avorio, implementata dall’Università cattolica del Sacro Cuore e, infine, un’iniziativa da 15 milioni di euro per il rafforzamento della qualità del sistema dell’istruzione primaria nel Paese. Il progetto mira a migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento in 800 scuole primarie di 18 regioni del Paese.
Ed ecco l’Etiopia. Qui, grazie al piano Mattei è stata possibile la bonifica integrale del lago Boye e la piena riqualificazione della città di Jimma, attraverso il recupero di edifici storici e delle infrastrutture viarie. Un altro progetto riguarda il rafforzamento del sistema sanitario, con un credito d’aiuto di 15 milioni di euro per rafforzare il sistema sanitario etiope, contribuendo al fondo multi-donatori Sdg Performance Fund gestito dal ministero della Salute etiope. Il Piano Mattei prevede poi il sostegno al settore sanitario nella regione del Tigrè, con una serie di iniziative della Cooperazione italiana attualmente in corso.
E il Kenya? Qui sono cinque i principali progetti portati avanti. Il primo prevede un finanziamento del valore complessivo di 150 milioni di euro a favore del governo di Nairobi, approvato nell’ambito del Fondo italiano per il clima per sostenere il Paese nell’attuazione delle proprie strategie climatiche. Il secondo progetto riguarda l’assistenza tecnica del Fondo italiano per il clima al governo del Kenya per sviluppare uno strumento di finanza sovrana legata alla sostenibilità, al fine di consentire al Paese di accedere ai mercati internazionali del credito a condizioni più vantaggiose grazie a un meccanismo che prevede riduzioni del tasso di interesse al raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità. Un altro progetto è relativo a un programma di assistenza tecnica del Fondo italiano per il clima volto a sostenere il Kenya nell’aumento della copertura forestale e nella gestione sostenibile delle risorse naturali.
Infine il Marocco, che rappresenta uno dei partner strategici dell’Italia nel Mediterraneo occidentale. E dunque, spazio al co-finanziamento, insieme a Francia, Germania e Commissione europea, di un programma volto a sostenere il governo marocchino nell’attuazione della Strategia nazionale dell’acqua. L’iniziativa prevede riforme legislative, studi specialistici e la realizzazione di opere civili per una gestione integrata e sostenibile delle risorse idriche, sia superficiali sia sotterranee, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del Paese agli effetti del cambiamento climatico. Il progetto si inserisce in un contesto di crescente pressione sulle risorse idriche nel Maghreb e punta a consolidare un modello di governance dell’acqua più efficiente e coordinato.