Dai maranza ai magistrati, il pane quotidiano della destra ha un fornaio di riferimento: Retequattro | L’analisi

  • Postato il 3 febbraio 2026
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Il pane quotidiano della destra ha un fornaio di riferimento: Mediaset.

E’ da Cologno Monzese che Retequattro, l’hub giornalistico della famiglia Berlusconi, impasta, sforna e sfama il grande universo della maggioranza utilizzando, per le esigenze di governo, la cronaca, specialmente quella nera, nel verso solito di ciò che piace alla gente che alla destra piace. Il nemico di oggi sono i teppisti vestiti di nero, gli sfasciavetrine, i super violenti dei Black bloc, che ora vengono rubricati, facendo due salti in padella, terroristi tout court, e comunque tristi fiancheggiatori della sinistra, figli illegittimi della colpevole politica incestuosa del Pd con i gruppi eversivi.

Eversione rossa”, e il prezzo è giusto.

Ma la pietanza della casa, il piatto forte nel menù, restano i reati predatori, con l’immigrato irregolare – preso singolarmente o in gruppo – protagonista assoluto dello scandalo quotidiano. Spiega Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma, il politico che studia con più attenzione gli elementi dell’egemonia culturale della destra: “Non sono più gli intellettuali ma i conduttori di talk a dettare la linea e imporre un discorso pubblico a volte violento con un piglio da squadrismo mediatico, indicando nemici, a volte immaginari, su cui scagliare le paure e il rancore degli italiani”.

Gli irregolari che vagabondano, i maranza delle periferie, gli sbandati, in genere ex detenuti dalla pelle nera, e soprattutto gli islamici sono il fondale davanti al quale Paolo Del Debbio (Dritto e rovescio) illustra con successo attraverso un linguaggio decisamente appesantito da parolacce, delle quali invece fa meritoriamente a meno Mario Giordano che Fuori dal coro destina due orette alla settimana allo sviluppo dell’amore assoluto degli italiani: la casa. Storie di chi occupa illegalmente, delle vittime, sempre italiani brava gente, e dei carnefici, spesso stranieri e spessissimo piuttosto stronzi.

E’ sempre la magistratura, di diritto o di rovescio, a trovarsi arrostita, disposta sulla brace delle domande disperate e sempre senza risposta: perché si delinque? Perché non si va in carcere? Perché la polizia è in difficoltà?

Discorsi che porterebbero dritto a Carlo Nordio, il ministro della Giustizia che – riformando il codice – ha imposto ai magistrati di avvertire gli inquisiti dell’arresto imminente, e alla fucina ipergarantista che spesso occupa gli studi della terza trasmissione retequattrista: la Quarta Repubblica di Nicola Porro. Il piglio liberale di chi tira il filo per lungo. Si parte spesso da Pericle ma poi si finisce dalle parti di Capezzone.

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Il Fatto Quotidiano

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